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sabato, 28 Gennaio, 2023
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    incendi. Polemiche contro la Regione contro la mancata autorizzazione ai Vigili del Fuoco

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    Mentre continua a bruciare la vegetazione e le fonti di ossigeno in tutta la Regione Campania e, peggio ancora in aree protette come il parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni e il Parco Nazionale del Vesuvio, partono anche le polemiche con attacchi diretti alla Regione Campania e al presidente Vincenzo De Luca da parte delle opposizioni che lamentano un disinteresse del governatore. Sotto accusa la decisione dell’ente regionale di negare ai Vigili del Fuoco l’autorizzazione alla collaborazione alla campagna Anti Incendi Boschivi 2017. La direzione regionale dei Vigili del Fuoco aveva inviato alla Regione Campania la richiesta per poter collaborare attivamente alle operazioni di spegnimento. Richiesta negata, riducendo l’autorizzazione al solo intervento per gli incendi di interfaccia, cioè solo in caso di pericolo per beni e persone, demandando invece il compito di spegnimento delle fiamme e di gestione e contrasto al fenomeno degli incendi boschivi alla Unità Operativa Dirigenziale  “Foreste” della Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La somma messa a disposizione per tali lavori, che coinvolgono anche gli operai idraulico forestali delle comunità Montane di tutta la Regione, è di circa 15 milioni di euro. La successiva delibera datata 4 luglio, quando il fenomeno degli incendi boschivi iniziava a prendere forma e a diffondersi, ha ufficializzato l’esclusione dei Vigili del Fuoco dalla gestione e dalle attività di spegnimento degli incendi, confermando la competenza alle comunità montane, con obbligo ai Sindaci dei comuni interessati dai fenomeni e ove esistono patrimoni forestali di particolare pregio come possono esserlo le aree protette dei parchi, ad emettere ordinanza per la prevenzione degli incendi lungo le strade, nelle campagne e nei boschi. Agli stessi Sindaci, è stato imposto di dare massima divulgazione al decreto dirigenziale 33 del 4 luglio pubblicato sul BURC 6 giorni dopo cioè il 10 luglio scorso. Inoltre i sindaci sono obbligati anche ad indicare quali sono i punti in cui sono ubicate le prese idriche che insistono sui territori comunali che comprendono aree forestali di pregio. Un decreto probabilmente giunto in ritardo per il Vallo di Diano che, proprio dalla notte tra il 4 e 5 luglio è invaso dalle fiamme, con il primo incendio sviluppatosi intorno alle 23,30 del 4 luglio lungo la zona Pedemontana di Teggiano, quindi Sassano, e ancora incendi in altre due zone di Teggiano quindi a San Pietro al Tanagro sul Monte Crocifisso, Atena Lucana e San Rufo dove tutt’oggi le fiamme hanno continuato ad ardere decine di ettari di bosco con grave rischio anche per le persone, dato che le fiamme lambiscono pericolosamente la SS 166 degli Alburni, senza contare il dissesto idrogeologico che potrebbe essere conseguente alla distruzione di della vegetazione

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