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venerdì, 27 Gennaio, 2023
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    Maratea, 6 persone arrestate per spaccio di droga tra lagonegrese e basso Cilento

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     Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere, i tre imputati per fatti minori nell’inchiesta della Dda di Potenza sullo spaccio di cocaina a Maratea e nel Basso Cilento, che ha portato all’arresto di sei persone la scorsa settimana, a margine di una vasta operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Potenza coadiuvati dai colleghi del nucleo operativo della Compagnia di Lagonegro, che è stata coordinata dal pubblico ministero del capoluogo lucano Laura Triassi.

    Non sono emersi altri particolari sulla vicenda utili agli inquirenti, dunque, nel corso dell’interrogatorio di garanzia delle tre persone agli arresti domiciliari, tutte residenti a Maratea, che si è svolto ieri mattina presso il Tribunale di Lagonegro dinanzi al gupGiovanni Pipolo. Si tratta di Mattia Pisani, Franco Mollica e Dino Montesano, tutti difesi di fiducia dall’avvocato Anna Laino del foro di Lagonegro, che non hanno rilasciato al magistrato nessuna dichiarazione.

    Adesso, per competenza, il gup si limiterà a trasmettere a Potenza gli atti relativi all’interrogatorio di ieri mattina, che andranno ad integrare il fascicolo della Direzione investigativa antimafia. Secondo gli investigatori, infatti, Pisani, Mollica e Montesano facevano parte di un sodalizio criminale dedito al traffico, al trasporto, al “taglio” e alla vendita al dettaglio della cocaina lungo i centri turistici più importanti della dorsale tirrenica, a cavallo tra le regioni di Basilicata e Campania.

    In sostanza, a quanto è emerso dalle indagini, avrebbero svolto ruoli da comprimari in qualità di corrieri o piccoli spacciatori, in associazione e in concorso con i tre personaggi principali, da cui prendevano ordini, che sarebbero stati, invece, i veri artefici del giro di droga e i maggiori beneficiari dei proventi illeciti derivanti dalla vendita sul mercato dello stupefacente. Sono il marateota Alfonso D’Amore e la coppia di fidanzati napoletani, Alfredo Graziano e Federica Troncone, indicati dagli investigatori come persone vicine al potente clan camorristico dei Troncone, che opera principalmente nel quartiere di Fuorigrotta, a Napoli.

    Restano tutti e tre in carcere, in applicazione alle misure cautelari disposte dal pmLaura Triassi. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti: attività che avveniva in maniera continuata e quasi in regime di monopolio, stando a quanto è stato appurato nel corso delle indagini fatte dai carabinieri. Che hanno intercettato versamenti consistenti di denaro, che aumentavano a ridosso di eventi specifici come il concerto per il Capodanno Rai di Maratea del 31 dicembre scorso, effettuati da D’Amore su carte postepay riconducibili a Graziano e Troncone, sebbene fossero quasi tutte intestate a dei prestanome, per un ammentare superiore ai 100.000 euro.

    A dimostrazione, secondo quanto affermato dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, della pericolosità delle persone arrestate e dell’intensificazione del numero e della qualità dei reati legati allo spaccio di droga in Basilicata.

    Fabio FALABELLA

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