4.6 C
Sassano
venerdì, 27 Gennaio, 2023
spot_img
spot_imgspot_img
More

    Ultimi articoli

    Processo Chernobyl. Il Codacons ipotizza la prescrizione

    {vimeo}253780346{/vimeo}

    Nel 2007 la Procura di Santa Maria Capua a Vetere chiedeva il rinvio a giudizio di 38 indagati nell’ambito dell’inchiesta denominata “Chernobyl” accusati di vari reati tra cui disastro ambientale (unico reato contestato ad oggi dopo la prescrizione di tutti gli altri capi di imputazione tra cui quello di distruzione e deturpamento delle bellezze naturali).

    Si contesta lo “smaltimento illecito di imponenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, allo stato solido, liquido e semiliquido, rifiuti costituiti in particolare da fanghi da depurazione delle acque reflue urbane e sabbie provenienti dal trattamento delle acque reflue, nonché rifiuti liquidi provenienti dal porto di Napoli, da ospedali e lidi balneari del litorale domizio, e da una pluralità di fosse settiche di impianti ospedalieri e strutture private, per una quantità di rifiuti illecitamente smaltiti stimabile in circa 980.000 tonnellate in 18 mesi”. Ieri, dopo una serie di rinvii ha avuto inizio la fase dibattimentale del processo con il PM che ha interrogato un maresciallo del Noe che aveva preso parte alle indagini. “Nell’interrogatorio – scrive il Codacons – abbiamo sentito distintamente che si faceva riferimento a rifiuti speciali non pericolosi e alla matrice liquida” mentre nel documento la Procura di Santa Maria Capua Vetere parlava di smaltimento illegale di “fanghi tossici…fanghi assolutamente pericolosi in quanto rifiuti speciali da smaltire in discarica”.

    Gli avvocati difensori hanno chiesto il dissequestro dei terreni interessati dall’illecito smaltimento di rifiuti e “un avvocato difensore ha fatto notare in aula, si può ipotizzare che il capo di imputazione di disastro ambientale non sussista”. “Si andrà a conclusione del processo – scrive il Codancos – il 14 febbraio prossimo. Con la conclusione rapida del processo nell’interesse dell’amministrazione della giustizia, si avrebbe più tempo per affrontare questioni di ben più grave portata. Pertanto, – aggiunge il Codacons – si ipotizza che il 14 febbraio si dovrebbe soltanto prendere atto che 980mila tonnellate di rifiuti illecitamente smaltiti non costituiscono un danno così ingente per l’ambiente da dar luogo a un cosiddetto “disastro ambientale”.

    “Tanto più che il solo teste interrogato – conclude il Codacons – alla domanda da parte del Pubblico Ministero se risultasse che questi sversamenti avessero prodotto dei danni alla salute dei cittadini, ha prontamente risposto che ciò non risultava. Saranno quindi stati fatti studi epidemiologici i cui risultati sono davvero confortanti e di cui non siamo mai venuti a conoscenza, forse per nostra colpevole incuria”.

     

    Giuseppe Opromolla 

    Latest Posts

    spot_imgspot_img

    Da non perdere

    Resta Aggiornato

    Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sugli ultimi articoli