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venerdì, 3 Febbraio, 2023
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    Roscigno. Scoperto covo segreto che potrebbe appartenere ad una organizzazione criminale.

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    Maxi ritrovamento di armi, stupefacenti, munizioni ed esplosivi sotterrati  in  un fondo agricolo in località Pruno di Roscigno. Scoperto un vero e proprio covo, che potrebbe appartenere ad una organizzazione criminale. Il rinvenimento è avvenuto casualmente dai carabinieri di Sant’Angelo a Fasanella durante un servizio perlustrativo di controllo del territorio, anche in funzione di prevenzione degli incendi in località boschive. I militari della compagnia di Sala Consilina, agli ordini del capitano Davide Acquaviva, hanno notato della terra stranamente smossa in alcuni punti e, all’interno di un’area demaniale, hanno rinvenuto, interrati al di sotto del suolo, alcune inusuali grondaie in plastica utilizzate come contenitori isolanti. I tubi sono risultati contenere un arsenale: dieci fucili, tra cui un’arma clandestina semiautomatica, doppiette, carabine, fucili- monocanna ed a pompa- di vario calibro, proventi di furto, asportati in diversi luoghi della provincia di Salerno: San Valentino Torio, Ceraso, Vietri sul Mare. Un fucile, in particolare, risulta essere stato rubato a fine agosto a Capaccio, questo elemento fa avanzare l’ipotesi che il covo, contenente armi e stupefacenti, sia stato di recente organizzato da persone in corso di identificazione; inoltre sono stati rinvenuti un chilogrammo circa di Marijuana,  700 grammi di miscela pirica deflagrante e circa 300 munizioni di vario calibro.  Nella stessa zona, Pruno di Roscigno, nel settembre 2016, i carabinieri trovarono e sequestrarono una piantagione di cannabis indica, una tonnellata. Gli investigatori non escludono che i due ritrovamenti potrebbero essere collegati tra di loro. Inoltre il metodo di occultamento delle armi farebbe presumere che ad organizzare il tutto sia stata una organizzazione criminale composta da uomini particolarmente esperti nell’uso ed occultamento di armi da fuoco. Questo sequestro non ha precedenti negli ultimi trent’anni  a sud della provincia di Salerno.  Le indagini sul maxi-rinvenimento sono dirette dalla Procura della Repubblica di Salerno, che ne ha disposto il sequestro per i relativi accertamenti tossicologici e balistici.

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