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martedì, 31 Gennaio, 2023
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    Sanza. Cane ucciso a colpi di fucile. Il comune si costituirà parte civile

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    Sgomento e sconcerto a Sanza per l’uccisione di un cane a colpi di fucile ritrovato in un lago di sangue nel giardino di una casa di campagna. A fare la scoperta la proprietaria del setter che da pochi giorni lo aveva adottato. Una triste vicenda sulla quale i carabinieri della stazione locale hanno avviato le indagini per risalire al responsabile. “Un episodio di una violenza inaudita che condanniamo con forza, preannunciando che il Comune si costituirà parte civile nei confronti del responsabile”. Così ha commentato il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito. “Chiediamo alle forze di polizia di indagare sull’accaduto chiedendo al contempo pene esemplari per i responsabili” ha aggiunto il sindaco Esposito. Un episodio non isolato in quanto già si sono verificati fatti simili. Un gesto vile condannato dall’amministrazione sanzese che è impegnata sin dal suo insediamento nelle attività di contrasto al randagismo (è stata attivata una convenzione con il canile Oasi Felix e con l’Asl attivate le procedure per le necessarie sterilizzazioni dei cani randagi). 

    “Come istituzione stiamo facendo quanto nelle nostre possibilità e soprattutto quanto previsto dalla legge per combattere il fenomeno del randagismo presente sul territorio – ha aggiunto il sindaco Esposito – tuttavia, va ricordato che nel rispetto stesso della legge, va contestualizzato quanto accaduto, ossia che il fatto è avvenuto in una proprietà privata dove insistono decine di cani; che per quanto accaduto, in modo pretestuoso si sta infangando il buon nome della comunità che noi tuteleremo in ogni sede. Dunque diffidiamo chiunque a proseguire in questo percorso di diffamazione della comunità di Sanza che denunceremo in Procura, così come chiediamo – ha concluso Esposito – con immediatezza alle forze dell’ordine ed al servizio veterinario di verificare la persistenza di qualsivoglia condizione in termini di autorizzazioni e rispetto delle normative vigenti in materia di maltrattamenti sugli animali”.

    Giuseppe Opromolla

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