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martedì, 7 Febbraio, 2023
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    Sanza, il documentario sul Cervati di Mariano Peluso

    Una fotografia del Cervati per sensibilizzare le persone sul tema della conservazione della montagna. È il documentario “Cervati, il respiro di un monte” realizzato dallo studente di Ecobiologia e documentarista Mariano Peluso, originario di Sanza. Un lavoro durato tre anni, durante i quali l’autore ha raccolto immagini straordinarie e interviste sulla vetta della Campania, mostrandone anche le bellezze.

    “Il documentario – racconta Mariano – vuole essere una fotografia del Cervati e lo scopo è sensibilizzare le persone a fare qualcosa per la conservazione di questa montagna. Capiamo come fare grazie a delle persone che ho intervistato e che danno suggerimenti su come approcciarsi alla conoscenza del territorio per salvaguardarlo. Il documentario racconta della migrazione degli uccelli che ci sono sull’altopiano di vetta del Cervati, della nidificazione di una delle tre coppie di aquila reale attualmente censite in Campania e che nidifica alle pendici del Cervati, ma racconta anche di alcuni degli endemismi botanici dell’altopiano di vetta della montagna, del rapporto con il selvatico e della convivenza uomo e lupo. La natura non è governata dalle leggi che pensiamo noi umani, fare tutela e salvaguardia di un ecosistema è un qualcosa di molto complesso – spiega ancora Mariano Peluso – e ci dobbiamo anche avviare verso un sistema di turismo che possa permettere alle persone di conoscere quel territorio e non solo di utilizzarlo”.

    Un documentario che l’autore ha realizzato in tre anni alternando gli impegni all’Università con i periodi di appostamento per le riprese e l’intercettazione degli animali. Due le presentazioni fatte finora: la prima nel suo paese d’origine a Sanza, nello scorso mese di dicembre, e una seconda presentazione ad Atena Lucana con i ragazzi di Resta Vallo di Diano, nei primi giorni di gennaio.

    “Ora – conclude Mariano – sto capendo come distribuire al meglio questo documentario. In questo periodo sono un po’ impegnato con l’Università ma mi sto organizzando per fare delle presentazioni nelle scuole e ho avuto molta disponibilità sia dal Golfo di Policastro che dal Vallo di Diano. Inoltre vorrei anche provare a portare il documentario in qualche concorso”.

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