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sabato, 2 Dicembre, 2023
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    Stop al dimensionamento scolastico, il Tar accoglie il ricorso della Regione Campania

    Il Tar Campania ha accolto il ricorso della Regione e ha sospeso il decreto interministeriale sul dimensionamento scolastico rimettendo alla Corte Costituzionale la questione di legittimità della norma.

    La riforma del dimensionamento scolastico è stata approvata con l’ultima legge di bilancio. Si tratta di un decreto del Ministero dell’Istruzione e del merito e del MEF che prevede un numero di 961 alunni quale condizione per ogni Istituto scolastico di mantenere l’autonomia e scongiurare tagli. Ad oggi il limite è di 600 alunni per grandi centri e 400 per quelli piccoli e la Campania ha 965 sedi scolastiche normodimensionate. Secondo il Ministro dell’Istruzione e del Merito, in base a questi parametri, tra un anno le sedi scolastiche della Campania scenderebbero a 839.

    “L’accoglimento del nostro ricorso – dichiara il Presidente Vincenzo De Luca – ferma la scellerata decisione del Governo di tagliare scuole, risorse e personale scolastico in Campania. Avevamo rilevato nei mesi passati l’assurdità del ridimensionamento delle attività scolastiche, soprattutto nel momento in cui diventa ancora più necessaria un’attività educativa e di cura dei ragazzi, soprattutto nei quartieri più a rischio. Il Tar ha deciso la sospensione del provvedimento del Governo ed è una decisione importante, che ci incoraggia a proseguire la nostra battaglia fino alla sua conclusione positiva”.

    Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato che “l’ordinanza del Tar Campania verrà immediatamente impugnata” sollevando il dubbio sulla competenza della pronuncia giurisdizionale da parte di un tribunale amministrativo regionale per una norma di carattere nazionale. “Pur nel rispetto che si deve ad ogni pronuncia giurisdizionale – ha affermato – non può ritenersi condivisibile che il Tar Campania si sia dichiarato competente su un decreto, adottato di concerto tra due ministeri, che reca i criteri per la definizione dell’organico dei dirigenti scolastici sull’intero territorio nazionale”. E ha anche sottolineato nel merito che la riforma non determina chiusure di plessi o riduzione di servizi.

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