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martedì, 18 Gennaio, 2022
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    23 NOVEMBRE 1980. 41 anni fa il terremoto che sconvolse Campania e Basilicata

    41 anni fa il terremoto in Irpinia. Era domenica il 23 novembre del 1980 quando alle 19:34 un sisma di magnitudo 6.9 sconvolse le vite di campani e lucani.

    L’emblema della drammaticità di quell’evento resta il titolo de Il Mattino: “Fate Presto”, a caratteri cubitali si chiedeva aiuto. Parole potenti, rimandano a quei tragici secondi, che poi divennero ore, giorni, settimane e mesi vissuti tra lo sgomento e la paura dalle popolazioni più colpite.

    Quasi 3000 morti, circa 8900 feriti, oltre 280mila sfollati: sono i numeri della tragedia, le conseguenze di 90 interminabili secondi che portarono al disastro le cui macerie in alcuni casi sono visibili ancora oggi. È stato il sisma più violento dal dopoguerra ad oggi, mise in luce varie problematiche tra cui la fragilità del patrimonio edilizio italiano, l’enorme ritardo nei soccorsi e l’urgenza della realizzazione della moderna Protezione civile.

    Le province più colpite, tra la Campania e la Basilicata, furono quelle di Avellino, Salerno e Potenza. Fu colpito anche il territorio del Vallo di Diano che ricorda il terremoto ogni 23 novembre. Il riunirsi davanti ai falò della memoria è stato, per anni, una consuetudine ed una tradizione, fermata solo dal covid, per ricordare come era stato il ritrovarsi tutti insieme a dormire in accampamenti di fortuna per esorcizzare la paura della scossa e del domani facendo leva, in quel momento, sul senso di comunità.

    Ricordare è importante per creare memoria storica ed è fondamentale per contenere gli effetti di eventi simili che, è vero, non si possono prevedere ma si può programmare e finanziare interventi di prevenzione seria sui territori.

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