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martedì, 17 Maggio, 2022
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    Città Vallo, l’iter va avanti solo con modifica statuto: quorum al 50%. Pellegrino chiarisce la sua posizione

    Comune unico Vallo di Diano la questione quorum su un eventuale referendum che potrebbe essere indetto diventa il tema centrale e di valutazione. Al momento, secondo una legge regionale, il quorum non è previsto nei referendum, ciò quindi, potrebbe portare alla fusione dei 15 comuni del comprensorio valdianese anche con un numero ridottissimo di elettori che si recano alle urne. La parola affidata ai cittadini, deve essere comunque accompagnata da un quorum fissato al 50% degli aventi diritto.

    Lo chiede il consigliere regionale Tommaso Pellegrino, tra i firmatari della proposta di legge per l’istituzione della Città Vallo di Diano con la fusione dei 15 comuni del comprensorio. Per il consigliere regionale il quorum è imprescindibile e, pertanto, annuncia di aver presentato una ulteriore proposta di legge per la modifica dello statuto in riferimento proprio alla normativa che regola i referendum consultivi. Ricordando come il progetto per l’istituzione di un Comune Unico è in discussione da ormai 40 anni quando la politica del territorio rappresentata dal Sen. Enrico Quaranta e dall’On. Gerardo Ritorto aveva intravisto vantaggi nella fusione dei comuni valdianesi in prospettive di sviluppo, ha sottolineato che, la sua firma sulla proposta di legge come la firma degli altri 8 consiglieri regionali, era subordinata a lasciare la decisione ai cittadini: “Per tale motivo – dichiara – ritengo che il quorum al 50% nel referendum consultivo sia imprescindibile”.

    La costituzione di un comune unico, per il consigliere regionale, può avere inizio solo dopo “aver avuto la certezza – scrive – che il Referendum consultivo raggiunga il quorum necessario, vale a dire che si sia espresso il 50 per cento degli aventi diritto. A tal proposito – annuncia – ho depositato in Consiglio Regionale una proposta di legge nella quale viene modificato il vigente Statuto della Regione Campania relativo al Referendum consultivo che attualmente ritiene la consultazione valida qualunque sia il numero degli elettori che si reca alle urne. Non possono essere in pochi a decidere per tutti, – sottolinea Pellegrino – la partecipazione dei cittadini deve essere tale da poter considerare significativo il Referendum; sono i cardini di quella democrazia partecipativa in cui credo fermamente e che consente ai cittadini di esprimere le proprie idee”.

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