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venerdì, 20 Maggio, 2022
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    AV, relazione finale sul lotto 1A. corridoio tirrenico: costi elevati e soppressioni di stazioni

    Per la nuova linea dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria la migliore ipotesi da ogni punto di vista è il corridoio autostradale che attraverserà il Vallo di Diano. A definirlo a chiare lettere i tecnici di RFI che hanno risposto ai quesiti posti da diversi esponenti cilentani che chiedevano di abbandonare la nuova linea e potenziare il vecchio percorso tirrenico.

    Troppo costoso, benefici contenuti e riduzione del servizio offerto con la possibile cancellazione di fermate attualmente servite dall’Alta Velocità. Sono queste in sintesi alcune delle ragioni che hanno portato RFI a preferire il corridoio autostradale rispetto al corridoio tirrenico. È stata pubblicata sul sito ufficiale del Dibattito Pubblico, la relazione conclusiva con le risposte ai quesiti formulati nel corso del Dibattito Pubblico sul lotto 1A Battipaglia Romagnano per la nuova linea che attraverserà il Vallo di Diano.

    Le perplessità e gli interrogativi dei rappresentati cilentani, contrari al percorso autostradale, trovano ora chiara risposta nella relazione finale del Dibattito Pubblico. Le ragioni della scelta sono state illustrate nella relazione conclusiva che ha risposto ai quesiti proposti dall’Avv. Madonato tra i più accaniti oppositori della linea che attraversa il Vallo di Diano. I tecnici di RFI in una lunga risposta hanno chiarito le motivazioni della scelta evidenziando come, l’attuale linea di collegamento Salerno Reggio Calabria, sulla direttrice tirrenica, presenta un tracciato ricco di curve e gallerie con limiti di velocità che non superano i 135 km/h, che potrebbero essere superati solo con interventi strutturali rilevanti e che richiedono anche analisi su eventuali ricadute sul servizio con prolungate interruzione dello stesso.

    Inoltre i tecnici hanno anche ricordato che rettifiche delle linee finalizzate ad una velocizzazione dei tempi, comportano significative variazioni di tracciato che porterebbero, anche nel caso in questione, quindi seguendo il tracciato tirrenico che attraverso il Cilento “la soppressione – si legge sulla relazione – della quasi totalità delle stazioni e/o fermate ubicate anche in corrispondenza di importanti località turistiche, con peggioramenti dell’accessibilità al territorio”.

    In sintesi nella relazione viene evidenziato che, la scelta di accantonare l’ipotesi del corridoio tirrenico è da ricercarsi anche nella impossibilità di ottenere gran parte degli obiettivi del progetto. In primi non aggiungerebbe nuova accessibilità a quella già esistente dato che, il percorso avverrebbe prevalentemente in galleria bypassando gran parte delle località che oggi sono invece servite. Con il percorso autostradale, invece, essendo previsto in posizione baricentrica consente una maggiore coesione del Paese con riduzioni dei tempi di percorrenza sia verso Reggio Calabria che verso Potenza. Risultati questi non ottenibili con il corridoio tirrenico. “Il corridoio autostradale – si legge nel documento – risulta preferibile dal punto di vista trasportistico, economico ed anche per la sostenibilità ambientale”.

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