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domenica, 3 Luglio, 2022
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    Polla, per la festa di fine anno gli studenti del Socio Sanitario chiedono la pace

    Le scuole di Polla scendono in campo per la pace nel mondo. Alla luce degli eventi tragici che stanno condizionando tutto il mondo, per effetto del conflitto che si sta consumando in Ucraina, gli studenti dell’istituto socio sanitario di Polla, sostenuti dai docenti e dalla dirigente scolastica Sabrina Rega, nei giorni scorsi hanno voluto organizzare una manifestazione di incitamento ai valori della pace e per promuovere, in alternativa alla guerra, momenti di aggregazione e di animazione come attività di confronto.

    Accanto ai ragazzi del socio- sanitario, in questa azione di promozione di valori pacifici, anche la scuola dell’infanzia e alcuni studenti delle scuole secondarie di I grado, che insieme ai loro docenti hanno messo in atto una serie di iniziative svoltesi nei diversi plessi scolastici. L’iniziativa, partita dalle docenti Teresa Amodeo e Maria Rachele Bracco, legata alle attività di Educazione Civica svolte nell’ambito del  programma didattico, ha inteso puntare prevalentemente sul ramo di educazione alla pace, coinvolgendo anche i bambini delle scuole dell’infanzia con referente la maestra Anna Maria Pistone.

    Mercoledì scorso 8 giugno, nell’ambito della fesa di fine anno scolastico, i giovani sono stati protagonisti di uno spettacolo per la pace a cui si sono aggiunte  serie di iniziative che si sono svolte in diverse aree del territorio come il piazzale antistante l’istituto socio sanitario con i ragazzi avvolti nelle bandiere della Pace, Piazza Mons. Forte dove i bambini dell’infanzia hanno sventolato le loro bandiere multicolore e l’Auditorium Rocco Giuliano delle Scuole Secondarie di I grado dove, alla presenza del sindaco di Polla Massimo Loviso, dell’Assessore alla Scuola Federica Mignoli, di Teresa Pascale e degli alunni e docenti delle scuole dell’infanzia e secondaria di I grado, è stato proposto dai ragazzi e dai bambini uno spettacolo incentrato sul tema della pace.

    “Fatale – hanno dichiarato le docenti organizzatrici – è che si parli di guerra, volendo pensare e aspirare alla pace. Se non ci fossero le guerre, forse non ci sarebbe bisogno di sostenere la pace, perché sarebbe quella la condizione naturale della vita umana. Invece bisogna conquistare la pace come conseguenza delle guerre. E nel mondo, oggi come sempre, ci sono tante guerre cosiddette “locali”. Ma non è un aggettivo riduttivo che può farle diventare meno nefaste”

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