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mercoledì, 5 Ottobre, 2022
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    Accordo per la Rete sentieristica del Bulgheria: il 5 luglio la giornata della lavanda

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    Con lo scopo di promuovere la rete sentieristica del Bulgheria, è stato siglato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa tra l’associazione Massiccio del Bulgheria, presieduta da Giuseppe Sorrentino, e i Comuni di Celle di Bulgheria, Roccagloriosa, Camerota, Centola e San Giovanni a Piro. L’associazione è nata quasi due anni fa e riunisce le associazioni dei vari paesi che ricadono nel territorio del Bulgheria con l’obiettivo di creare una collaborazione per programmare una progettualità condivisa nella definizione di una rete di sentieri, molto richiesti dagli escursionisti.

    Partendo da qui, l’associazione – racconta Giuseppe Sorrentino – ha dato vita a tre grandi progetti: quello costiero che va da Scario a Palinuro, quello incentrato sulla Piazza del Bulgheria e il terzo progetto sugli insediamenti dei monaci italo greci. Il sentiero costiero per l’80 % è già esistente, il resto va recuperato perché si tratta di due tratti non percorribili in quanto vecchi sentieri che venivano usati da pastori e contadini. Sarà un percorso che si potrà fare a tappe. Il secondo progetto – spiega ancora Sorrentino – ha come centro il Rifugio di Tozzo del Moio a Celle di Bulgheria, per il quale l’associazione ha presentato richiesta di affidamento.

    Si tratta sempre di percorsi di lunga percorrenza che partono dai paesi alle pendici del Bulgheria e passando per la vetta raggiungono altri paesi: la piazza del Bulgheria è dunque il luogo di incontro degli escursionisti. Il 5 luglio è stata organizzata la giornata della lavanda, nel corso della quale è prevista una passeggiata con percorso da definire, e ci sarà l’inaugurazione del Rifugio, con la presenza di una botanica che darà nozioni sulla lavanda. Il terzo progetto – conclude il presidente dell’associazione -  è realizzato in collaborazione con la Fondazione Mida e prevede un sentiero alle pendici del Monte che ripercorre tutti gli insediamenti dei monaci italo greci.

    Antonella D’ALTO

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