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sabato, 25 Giugno, 2022
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    Appalti Covid Hospital in Campania: 23 persone risultano indagate

    Regione Campania nella bufera. Turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture: sono le ipotesi d’accusa per le 23 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sui covid hospital in Campania.

    Sono iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell’ambito di tre filoni investigativi che riguardano gli ospedali modulari a Napoli, Caserta e Salerno, un appalto da 18 milioni di euro, le forniture di mascherine per bambini, e, infine, una serie di episodi di appropriazioni indebite di tamponi e mascherine da parte per personale sanitario.

    Gli indagati, raggiunti dagli inviti a comparire, sono chiamati – come scrive Le Cronache – a spiegare i contenuti delle chat e delle conversazioni intercettate.

    Non sarebbero stati rispettati i dettami dei capitolati di appalto; in particolare sarebbero stati realizzati meno posti letto rispetto a quelli previsti. A Salerno, ad esempio, i periti hanno accertato che sui 24 posti previsti ne sono stati consegnati 12, mancavano gli spazi per i rianimatori.

    Tra le 12 persone indagate per gli ospedali modulari figura anche il manager dell’Asl Napoli1, al quale gli inquirenti contestano i reati di turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture. Avrebbe agevolato una multinazionale per farle avere lavori in subappalto. Nello stesso filone d’inchiesta figura anche una dirigente dell’ufficio di gabinetto della Giunta regionale e componente dell’unità di crisi: lei avrebbe tra l’altro fornito in anticipo notizie sul bando.

    Insieme con il coordinatore della task force regionale contro il covid, sarebbe coinvolta anche nel filone di indagini che riguarda le mascherine per bambini e per il quale sono stati emessi cinque inviti a comparire. 5 inviti a comparire anche per il terzo e meno rilevante filone di indagini.

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