Nuova operazione di contrasto all’inquinamento del fiume Sarno: sotto la lente due imprese conserviere tra Nocera Inferiore e Mercato San Severino. Accertate violazioni alla normativa sugli scarichi; in un sito è stato sequestrato uno scarico abusivo, mentre nell’altro non è scattato il sequestro per cessazione dell’attività stagionale.
Non si ferma l'azione di contrasto all'inquinamento del fiume Sarno. Un nuovo e imponente blitz ambientale, coordinato dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore guidata dal Procuratore Luigi Alberto Cannavale, ha fatto accendere i riflettori su due aziende conserviere del territorio, portando alla luce gravi violazioni sulla gestione degli scarichi industriali.
L’operazione rientra nel più ampio programma di vigilanza per la tutela del bacino idrografico del Sarno, nato in attuazione del protocollo d'intesa siglato tra le Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e Salerno. L'ispezione ha visto l'azione congiunta degli ufficiali di Polizia Giudiziaria del Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, della Guardia di Finanza e del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri, supportati sul piano tecnico dagli esperti dell’ARPAC e dell’ISPRA.
I controlli hanno preso di mira due stabilimenti conservieri operanti a Nocera Inferiore (nella zona industriale di Fosso Imperatore) e a Mercato San Severino. In entrambe le strutture gli inquirenti hanno riscontrato esplicite violazioni dell'articolo 137 del Decreto Legislativo 152/2006, la normativa che disciplina la tutela delle acque dall'inquinamento e lo scarico di reflui industriali.
Diverso l'esito dei provvedimenti per i due siti:
- Fosso Imperatore (Nocera Inferiore): nonostante le irregolarità accertate, i militari hanno deciso di non procedere al sequestro dell'impianto. La produzione stagionale della ditta era infatti già terminata, azzerando di fatto il pericolo immediato di reiterazione del reato e di nuovi sversamenti inquinanti.
- Mercato San Severino: la situazione più critica è stata registrata in questo stabilimento, dove le forze dell'ordine hanno individuato e posto sotto sequestro uno scarico totalmente abusivo. Il blocco della condotta è scattato immediatamente per impedirne l'utilizzo, in attesa che i successivi esami chimici e biologici sui campioni d'acqua ne definiscano l'esatto livello di tossicità.
Le indagini proseguono per valutare le singole responsabilità penali e l'effettivo impatto ambientale causato dai reflui sul già martoriato ecosistema del fiume Sarno.


