venerdì 16 ottobre 2026
Attualità

Comuni, allarme costi energia: a rischio i servizi essenziali nelle aree interne

UNCEM Campania chiede risorse urgenti: l’aumento della spesa energetica mette sotto pressione i bilanci locali

Comuni, allarme costi energia: a rischio i servizi essenziali nelle aree interne

Nei primi mesi del 2026 i Comuni italiani registrano un aumento della spesa energetica rispetto al 2025, con effetti pesanti sui bilanci correnti. UNCEM Campania lancia l’allarme: senza interventi immediati del Governo, nei piccoli enti delle aree interne potrebbero ridursi servizi fondamentali per cittadini e famiglie.

Nei primi nove mesi di quest’anno i comuni italiani hanno pagato 2,5 miliardi di euro per l’energia, dato ancora in linea con il 2025 e tratto dal portale Siope, sommando le voci carburanti/energia elettrica/gas/pubblica illuminazione. Cifra che significava il 5,4%. dell’intera spesa corrente. In sostanza nel primo semestre del 2026 la spesa energetica dei Comuni è aumentata tra 160 e 180 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Se il dato fosse confermato sull’intero anno, l’incremento potrebbe superare i 400 milioni. Sono costi che gravano sui bilanci e sulla gestione dei servizi. “Sono a rischio i servizi essenziali, soprattutto nei piccoli Comuni delle aree interne e disagiati – ha affermato il presidente di UNCEM Campania, Enzo Luciano – Il Governo deve capire che la questione energetica per un piccolo Comune non riguarda soltanto il costo delle utenze, ma mette in crisi il sistema e la qualità dei servizi erogati alla popolazione”.

Ai Comuni infatti sono affidati servizi e responsabilità sempre più rilevanti che rischiano di non essere più garantiti considerando i costi. “Il Governo è chiamato ad ascoltarci – aggiunge il presidente Luciano -  servono risorse per assicurare alle amministrazioni locali di poter continuare ad erogare quei servizi essenziali richiesti e necessaria per le comunità”. Quattro anni di tensioni internazionali, shock energetici e inflazione sono costati all’economia italiana quasi 52 miliardi di Pil reale, circa 2.400 euro a famiglia e oltre 34 miliardi di minori consumi. Dall’inizio dell’anno la benzina è rincarata del 28,6% e il diesel del 30%. I prezzi internazionali dell’energia superano del 90% quelli di un anno fa. “In questo conteso, cosa devono fare i piccoli Comuni? Eliminare servizi? Fermare gli scuolabus? Spegnere le caldaie per il riscaldamento delle scuole e degli asili?” ha aggiunto il presidente UNCEM Campania Enzo Luciano.

“Non so a Roma che consapevolezza hanno, ma noi che viviamo i territori conosciamo bene le difficoltà dei bilanci familiari, dei conti nelle botteghe, nelle aziende agricole, nei trasporti locali e nelle piccole e medie imprese. Si agisca subito, a rischio ci sono centinaia di piccoli Comuni e soprattutto l’erogazione di servizi essenziali per le popolazioni che vivono in aree di montagna e disagiate” ha concluso il Presidente UNCEM Campania, Enzo Luciano.