Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Pietro Pellegrino, operaio 55enne deceduto dopo una caduta in uno stabilimento di Prata Principato Ultra. La Procura di Avellino procede con l’esame autoptico mentre proseguono le verifiche su sicurezza, DPI e responsabilità contrattuali.
C’è una svolta cruciale nelle indagini sulla morte di Pietro Pellegrino, l’operaio di 55 anni originario di Sassano (Salerno) deceduto mercoledì scorso nel tragico incidente sul lavoro a Prata Principato Ultra. La Procura della Repubblica di Avellino ha iscritto sette persone nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. Gli avvisi di garanzia rappresentano un atto dovuto da parte della magistratura irpina: servono a garantire il diritto di difesa e a consentire la nomina di consulenti in vista dell’esame autoptico.
Il corpo del lavoratore, conosciuto da molti con il soprannome di Piripicchio, si trova presso l’obitorio dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. Nelle prossime ore i sostituti procuratori conferiranno formalmente l’incarico al medico legale per l’autopsia. La salma resta sotto sequestro giudiziario e sarà restituita alla famiglia solo dopo il nulla osta della Procura, atteso al termine degli accertamenti medico-legali.
A Sassano e in tutto il Vallo di Diano cresce intanto l’attesa per i funerali. In paese, dove Pellegrino era molto conosciuto, la comunità si è stretta attorno ai familiari in giorni segnati dal dolore e dall’attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
L’incidente si è verificato mercoledì mattina, intorno alle 11, all’interno dello stabilimento CMS di Prata Principato Ultra, struttura dismessa e in fase di cessione. Secondo quanto ricostruito finora, l’operaio stava lavorando per conto di una ditta salernitana alla rimozione dei pannelli fotovoltaici sul tetto, quando il cedimento di un lucernario ne avrebbe provocato la caduta da circa 12 metri. I soccorsi del 118 si sono rivelati purtroppo inutili.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri della Compagnia di Avellino, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del personale dell’ASL. L’area di cantiere resta sotto sequestro, mentre gli inquirenti puntano a chiarire alcuni aspetti centrali: il rispetto delle misure di sicurezza previste per i lavori in quota, l’effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e la catena delle responsabilità tra proprietà, committenza e impresa esecutrice.


