La mobilitazione degli autotrasportatori arriva nel Vallo di Diano con presidi e sospensione delle attività lungo i principali svincoli della A2. I lavoratori denunciano l’aumento del gasolio e chiedono interventi strutturali urgenti da parte del governo.
La protesta degli autotrasportatori è arrivata questa mattina nel Vallo di Diano. Diversi lavoratori del settore con i propri mezzi pesanti stanno presidiando dall’alba i principali svincoli della A2 del Mediterraneo. I blocchi e i presidi dei manifestanti si concentrano nelle aree di Sala Consilina, Atena Lucana, Polla e Padula. Qui si sono radunati dipendenti e titolari delle aziende di trasporto locali e non, che hanno deciso di sospendere completamente le attività lavorative anche a danno dei propri guadagni.
Si tratta della partecipazione a una mobilitazione nazionale che ha preso avvio a inizio ottobre in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata per poi arrivare in Campania e questa mattina raggiungere il Vallo di Diano. Il motivo principale della mobilitazione è l'aumento eccessivo e costante del prezzo del carburante. I manifestanti spiegano che l'attuale costo del gasolio azzera i margini di guadagno e rende impossibile coprire le spese di gestione dei viaggi.
L'obiettivo dei lavoratori è quello di ottenere risposte immediate ed esaustive dagli organi di governo nazionali e regionali, chiedendo interventi economici strutturali per ridurre i costi dei carburanti. Intanto, vengono segnalati scaffali di supermercati progressivamente vuoti e gli agricoltori denunciano il rischio di perdere prodotti freschi che non possono raggiungere i mercati.
Previsto per oggi martedì 20 ottobre alla Prefettura di Milano un incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni di categoria nazionali e con i rappresentanti delle mobilitazioni spontanee, per discutere di possibili misure a sostegno del settore e trovare un accordo.


