mercoledì 1 luglio 2026
Cronaca

Salerno, smantellata rete di riciclaggio: 8 arresti e 69 indagati per frodi online

Arresti per riciclaggio: operazione di Carabinieri e Guardia di Finanza

Salerno, smantellata rete di riciclaggio: 8 arresti e 69 indagati per frodi online

Maxi operazione contro il riciclaggio a Salerno. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno smantellato un'organizzazione che ripuliva i proventi di centinaia di truffe informatiche compiute in tutta Italia. Otto le misure cautelari, sei le persone finite in carcere. Il giro d'affari accertato supera il milione e mezzo di euro, mentre gli indagati sono in tutto 69

Un colossale giro di riciclaggio alimentato da centinaia di truffe informatiche in tutta Italia. È l’illecito scoperto a Salerno, dove un’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza ha smantellato un'organizzazione capace di ripulire oltre un milione e 600 mila euro. L’operazione ad alto impatto scatta alle prime luci dell'alba nella provincia di Salerno. I Carabinieri di Giffoni Valle Piana e la Compagnia di Battipaglia, insieme agli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, danno esecuzione a otto misure cautelari personali. Il bilancio firmato dal GIP su richiesta della Procura di Salerno è pesante: sei persone finiscono in carcere, due hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'accusa per tutti, a vario titolo, è pesante: riciclaggio di denaro sporco frutto di frodi informatiche. Ma i numeri reali dell'inchiesta sono ben più ampi. Gli indagati totali sono infatti 69, specchio di una rete capillare radicata sul territorio. Gli inquirenti, coordinati dal Procuratore Capo Raffaele Marino, hanno ricostruito un meccanismo illecito collaudato ed estremamente efficace, che colpiva privati cittadini, enti e imprese in tutta Italia. Il flusso di denaro accertato si attesta sulla cifra enorme di un milione 617 mila euro. Ma come funzionava la lavatrice del denaro? Il sistema si basava su tre passaggi scientifici. Secondo le ricostruzioni effettuate grazie all’esito delle indagini, l'organizzazione assoldava i cosiddetti prestanome, o "teste di legno", per aprire sistematicamente conti correnti e carte prepagate sui quali confluivano i soldi rubati con le truffe online, subito frazionati con bonifici multipli e ravvicinati per confondere le acque. Il denaro veniva infine prelevato in contanti o trasferito su conti esteri, rendendolo di fatto impossibile da tracciare. Al vertice della piramide l'inchiesta individua 8 soggetti in posizione di preminenza, responsabili di coordinare le operazioni e agganciare i complici compiacenti. Dalla Procura della Repubblica di Salerno vige, come sempre, il massimo riserbo e il principio di presunzione di innocenza. Le indagini si trovano infatti nella fase preliminare. I provvedimenti cautelari potranno essere impugnati e le accuse dovranno ora passare al vaglio dei giudici nelle successive fasi processuali. Resta però la fotografia di un business criminale, quello del cybercrimine e del riciclaggio rapido, che non accenna a fermarsi.