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venerdì, 7 Ottobre, 2022
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    Asl. Stretta volontariato. Attenersi alle direttive europee

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    Polemica tra l’Asl di Salerno e il personale sulle attività di volontariato che impedirebbero il rispetto della normativa europea sul giusto orario di lavoro. I dettagli nel servizio.
    Polemiche tra il personale medico dopo che il direttore delle risorse umane dell’Asl di Salerno ha disposto che chiunque svolga lo stesso compito sia nell’azienda sanitaria che in una onlus debba attenersi ai dettati della direttiva europea sul giusto orario di lavoro, bloccando di fatto le attività sociali fuori dall’orario di lavoro. Una disposizione presa alla lettera dai direttori sanitari di alcuni presidi con il personale che, dal canto suo, ha accusato l’Asl di violazione della libertà nella vita privata dei dipendenti. La direttiva europea impone il divieto a tutto il personale del sistema sanitario nazionale sia di superare le 48 ore settimanali, sia di prevedere 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Proprio su questo punto ci sarebbe l’inghippo in quanto il dipendente che alla fine di un turno notturno o nella giornata di riposo settimanale presta attività di volontariato come medico, infermiere o altro, svolge la stessa attività lavorativa che copre nell’azienda e pertanto, come tale, non fa il necessario riposo obbligatorio. Per l’Asl in futuro chiunque vorrà rendere attività di volontariato, dopo essere stato regolarmente autorizzato e preventivamente alla turnazione resa disponibile alla organizzazione di volontariato, dovrà trasmettere alle direzioni sanitarie e/o agli uffici del personale di appartenenza le giornate in cui vorrà fare volontariato, «al fine di permettere l’opportuna verifica e la successiva attività di vigilanza circa l’avvenuto riposo giornaliero o settimanale. Una decisione che, come detto, ha sollevato non poche polemiche con l’accusa di confondere le attività di volontariato con quelle lavorative. Una disposizione secondo molti che viola i diritti fondamentali ed inalienabili della libertà di costituirsi in associazioni. Per alcuni il paradosso è che l’Asl prima autorizza in convenzione le attività delle croci, riconoscendone i fini senza scopi di lucro, però poi vuole impedire che i propri dipendenti prestino attività di volontariato qualificata presso di esse, che garantiscono con le loro professionalità la qualità del soccorso.

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