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sabato, 26 Novembre, 2022
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    Atena Lucana. Sergio Annunziata indagato per illecita gestione di rifiuti

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    I sostituti procuratori dell’Antimafia Vincenzo Montemurro e Giancarlo Russo hanno messo sotto inchiesta 44 persone per traffico illecito di rifiuti. Come riporta l’edizione odierna de “Il Mattino” le indagini stanno appurando le singole responsabilità degli indagati. Tra gli indagati spicca il nome dell’ex sindaco di Atena Lucana e attuale vice sindaco Sergio Annunziata indagato per «illecita gestione di rifiuti speciali non pericolosi», imballaggi misti, per l’esattezza. Cinque le posizioni più rilevanti. Sono quelle di Tommaso Palmieri, Alfonso Palmieri, Antonio Cancro, Pasquale Capozzoli e Luigi Cardiello ai quali è stata contestata l’associazione. Secondo l’accusa, il traffico illecito di rifiuti riguardava tre flussi: materiali misti, cimiteriali e ingombranti recuperati in diversi Comuni salernitani ma anche in alcuni della Basilicata. Il tutto attraverso due società che facevano capo a Tommaso Palmieri, la Fond.Eco srl (amministrata da Capozzoli fino a quando non c’è stata la cessione di un ramo d’azienda alla Sviluppo Risorse Ambientali – Sra- rappresentata da Palmieri e nella quale in passato si sono avuti diversi roghi), e la ditta individuale Palmieri Tommaso. Entrambe facevano capo ad un impianto di raccolta e smaltimento a Polla. Secondo gli inquirenti, Annunziata avrebbe indebitamente affidato alla Fond.Eco e alla Sra (entrambe società riconducibili a Tommaso Palmieri) il recupero di questi rifiuti anche se, all’epoca dei fatti (da gennaio 2009 fino ad aprile 2011) le due società non avevano la prescritta autorizzazione in quanto risultava sospesa. Stesse responsabilità anche per alcuni dirigenti comunali di altre amministrazioni a sud del capoluogo. Un «errore» che è costato una avviso di garanzia anche ai dirigenti dell’Utc di 16 comuni tra cui Caggiano, Buccino, Sanza, Salvitelle, Caselle in Pittari. Sotto la lente di ingrandimento della Procura sono finiti dunque diversi comuni premiati negli scorsi anni da Legambiente come comuni “Ricicloni”. Le attività di indagine si stanno concentrando sulla qualità dei rifiuti in arrivo dai Comuni anche attraverso i consorzi di bacino. Ma soprattutto non è chiaro agli inquirenti come mai la Campania, che nel periodo indicato, era costretta ad inviare fuori regione i propri rifiuti, all’impianto di Polla, invece, venivano accettati rifiuti provenienti dalla Provincia di Potenza. La lista dei 44 sarà sicuramente ridotta dopo la richiesta di rinvio a giudizio. 

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