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martedì, 6 Dicembre, 2022
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    Caso covid-19 a Eboli, la UIL-FPL ricostruisce la vicenda

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    A distanza di diversi giorni dalla vicenda che aveva provocato allarmismo tra le popolazioni anche dei comuni della parte più a sud della provincia di Salerno, ossia legata alla donna che, ricoverata per un’operazione all’anca presso il Campolongo Hospital era poi risultata positiva al test per il COVID 19, arrivano ora le precisazioni dalla UIL FPL per chiarire i fatti accaduti nel periodo sottolineando anche l’attenzione e la scrupolosità con cui, già da diverso tempo, presso la struttura privata, venivano adottate le misure di contenimento e di protezione per evitare contagio dal virus.

    “Mi rendo conto – dichiara il responsabile della UIL FPL – che in questa fase convulsa, la paura, è madre di tutti i comportamenti, la poca razionalità, viene oscurata dall’ansia di dover combattere un nemico che non vediamo, ma dal quale abbiamo l’obbligo di difenderci.”

    Dopo la premessa, nella nota stampa viene sottolineato che presso la clinica Campolongo, ben oltre 15 giorni fa, VENIVANO attivate le misure precauzionali, monitorando attentamente gli ingressi, consentito ad un solo visitatore per paziente, con consegna di un pass che spiega le motivazioni dell’ingresso. Inoltre i pazienti vengono visitati da più medici per verificare lo stato effettivo di salute. Per ciò che riguarda invece, nello specifico il caso della Signora, sottolineano che, al momento dell’ingresso, la donna sottoposta ad esame radiografico, era risultata priva di problematiche con un referto pulito.

    “ Dopo qualche giorno, – raccontano – ha manifestato una dispnea respiratoria, non accompagnata da sintomi riferibili al COVID–19, e, sottoposta ad accertamenti radiografici”, con diagnosi “polmonite nosocomiale”, come riportato nella cartella Clinica”. Per la donna, quindi, veniva disposto il trasferimento presso struttura pubblica, per le cure del caso con i medici del 118 e del pronto soccorso dell’Ospedale di Eboli che confermavano la diagnosi di polmonite nosocomiale. Dopo il ricovero nel Reparto di Medicina del presidio ospedaliero di Eboli, quando la figlia riferiva di un loro familiare il quale aveva fatto dei viaggi in una “zona rossa” del CoronaVirus.

    Dalla UIL-FPL fanno sapere che le loro attività sono dedicate ad un attento monitoraggio di tutte le struttura sanitarie sia pubbliche che private salernitane e, pertanto, non nutrono dubbi sulla professionalità del personale medico e paramedico del Campolongo Hospital, manifestando loro la piena solidarietà insieme agli operatori dell’Ospedale di Eboli, del servizio di 118 e di quanti quotidianamente sono in prima linea per combattere questo nemico invisibile.

    “Un solo invito rivolgiamo a noi e a quanti come noi svolgono un ruolo sociale, di profondere la Nostra azione a tutela e salvaguardia dei lavoratori, i quali, in questo momento particolare hanno solo bisogno di sostegno e di solidarietà.

    Va sottolineato che, secondo quanto emerge, nessuno dei sanitari entrati in contatto con la donna, sono poi risultati positivi al tampone per la verifica del contagio da Covid-19

     

    Anna Maria CAVA

     

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