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giovedì, 1 Dicembre, 2022
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    Centola, arrestate due ragazze per sequestro di persona ed estorsione

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    I Carabinieri della Compagnia di Sapri, al comando del tenente Michele Zitiello ieri mattina  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, nei confronti di due sorelle di Centola. L’accusa nei loro confronti è  di Sequestro di persona ed Estorsione. I fatti risalgono alla fine di agosto inizio di settembre, quando le due ragazze adescarono con l’inganno una donna di 40 anni, a quanto pare amante del padre, picchiandola violentemente. A seguito delle indagini condotte dai carabinieri della stazione di sapri sono emersi fatti che hanno dimostrato come le due sorelle dopo aver teso una trappola alla 40enne l’abbiano poi tenuta chiusa in un’abitazione sita a Vibonati appositamente affittata. Una volta all’interno della casa sembra che non si siano risparmiate nell’infliggere colpi alla povera malcapitata provocandole diverse ferite. Secondo quanto raccontato sembra che le due donne, dopo averle distrutto il cellulare abbiano preso a colpire la 40enne con forza procurandole ferite alle gambe, alla schiena e finanche al volto con una prognosi di 15 giorni. Oltre alle percosse fisiche le due donne si sono anche accanite verbalmente contro la malcapitata minacciandola di morte. La 40enne una volta riuscita a liberarsi si è subito recata dai carabinieri per la denuncia delle due ragazze di 21 e 27 anni. L’azione, ricostruita nel dettaglio dai Carabinieri, è risultata alquanto efferata, tra i moventi, su cui sono tutt’ora in corso le indagini da parte dei militari dell’arma, vi sarebbe quello legato ad “un risentimento” nei confronti della vittima per alcune sue passate condotte che hanno coinvolto proprio la famiglia delle indagate. Ieri mattina è scattato il blitz da parte degli uomini del Tenente Zitiello che hanno eseguito l’ordine di custodia cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Lagonegro con le due donne che ora dovranno restare a disposizione dell’autorità giudiziaria a cui saranno chiamate a chiarire la loro posizione.  I provvedimenti sono stati eseguiti grazie anche alla collaborazione della Compagnia Carabinieri di Trieste dove una delle due donne risultava al momento domiciliata.  

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