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martedì, 17 Maggio, 2022
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    Centro Sportivo Meridionale. 8 sindaci chiedono la convocazione dell’assemblea e modifica statuto

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    Ad aprile scorso il primo cittadino di Montesano sulla Marcellana Giuseppe Rinaldi, insieme ad altri sei colleghi, avevano proposto un documento con sette proposte per dare una svolta al Centro Sportivo Meridionale. Tra i punti caldi la modifica dello statuto e in particolare dell’art. 12 che di fatto blocca “la democratica partecipazione di tutti i soggetti componenti” del Consorzio. L’articolo 12 infatti impedisce agli enti morosi di partecipare al voto e di intervenire nelle decisioni dell’ente. Al momento hanno diritto di voto soltanto i comuni di Polla, San Pietro al Tanagro e Caggiano che hanno regolarizzato la propria posizione con l’ente di contrada Camerino. Con una nota i sindaci di Atena Lucana, Auletta, Montesano sulla Marcellana, Padula, Sala Consilina, San Rufo, Sassano e Teggiano hanno chiesto “di convocare senza indugio una nuova assemblea”. Nella nota si sottolinea come la situazione evidenziata lo scorso aprire non sia cambiata e “tutti resti uguale con un progressivo aumento dello status debitorio”. “Il protrarre dello status quo – conclude la nota – sarebbe davvero incomprensibile ed ingiustificabile considerato che il Consorzio è un Ente pubblico del territorio tutto e non può limitarsi a una gestione non condivisa dalla gran parte degli attori coinvolti”. Dopo un periodo di calma, si riaccende la battaglia sul futuro e le sorti del centro sportivo meridionale. Ricordiamo che nel documento dello scorso aprile, oltre alla modifica dell’articolo 12 i sindaci avevano chiesto anche di cessare tutte le attività del consorzio che producono debiti come da Bilancio Consuntivo che vanno poi a gravare sui comuni; cessare ogni formula contrattuale, come il caso del direttore generale, che sia avvenuta oltre i limiti di legge; dichiarare illegittimi tutti gli atti proposti e firmati dal direttore generale; cichiarare nullo l’atto deliberativo di riparto e accollo maggiori oneri del personale consortile; diffidare il CDA a porre in atto tutte le iniziative necessarie per porre in equilibrio il bilancio senza gravare sui comuni; modifica dello statuto adeguandolo a quello di tutte le società consortili e consentendo la partecipazione al voto a tutti a prescindere dallo status debitorio; in ultimo nella more di attuazione dei 6 citati punti, nomina CDA aperto a tutti con obiettivo preciso di un piano di rilancio dei beni e servizi del Consorzio. Ora non resta che attendere la risposta.

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