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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Città Vallo, proposta non concordata con il territorio: sindaci perplessi

    Una nuova proposta di legge su Città Vallo è stata presentata al presidente del Consiglio Regionale ed alla Direzione attività Legislativa, da 9 consiglieri regionali. Un’azione che, però, ha suscitato preoccupazione nei sindaci del Vallo di Diano che, nel corso della conferenza svoltasi ieri sera a Padula, hanno espresso numerose perplessità, sia per come è stata concepita, sia per il metodo adottato dai consiglieri regionali, ed anche sui nomi dei promotori.

    Pare che, prima di avviare l’iter della Proposta di Legge, nessuno dei proponenti abbia avviato un confronto con il territorio per verificare la sussistenza delle condizioni, agendo quindi  di propria iniziativa o su iniziativa di pochi richiedenti. Notevoli perplessità sono state sollevate dal Sindaco di Teggiano Michele Di Candia che, riprendendo i nomi dei firmatari ossia: Michele Cammarano di Capaccio, Tommaso Pellegrino di Sassano (unico del Vallo di Diano), Andrea Volpe di Bellizzi, Attilio Pierro del Bussento, Salvatore Aversano di Salerno, Vincenzo Ciampi di Avellino, Valeria Ciarambino di Napoli, Luigi Cirillo di Castellammare di Stabia e Gennaro Saiello di Napoli, ha evidenziato come, la proposta di legge non solo è arrivata senza essere stata preceduta da un serio confronto con il territorio quindi senza una verifica della disponibilità del territorio oggi, ma, gli stessi, sono quasi tutti originari di altre aree che nulla hanno a che vedere con il Vallo di Diano e, pertanto, non ben consapevoli della realtà territoriale: a decidere le sorti del Vallo di Diano sarebbero quindi persone estranee al comprensorio.

    Il Sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica ha posto l’accento su un eventuale referendum popolare sulla fusione dei 15 comuni valdianesi che potrebbe consumarsi su decisione di una minima parte di cittadini, non essendo previsto il quorum. Pica, a tal proposito, ha riportato l’esempio della fusione dei comuni di Capaccio e Paestum sancita per voto favorevole di poche centinaia di persone che hanno deciso le sorti di oltre 20 mila persone. Anche Antonio Pagliarulo, che in tempi recenti si era mostrato favorevole alla proposta, ha invitato i presenti a serie riflessioni soffermandosi su due punti.

    In primis Pagliarulo ha ricordato che, in caso di fusione l’importo di cui beneficerà il nuovo comune è sempre di 2 milioni di euro annuali, complessivi per tutti, per un periodo limitato, sia che a fondersi sono due comuni e sia che a fondersi sono 15 comuni. Ciò significa che 2 milioni di euro, mentre in altre aree sono stati divisi tra due, massimo 3 piccoli comuni, il Vallo di Diano dovrebbe suddividerli su 15 comuni di dimensioni ed esigenze diverse. Inoltre Pagliarulo ha anche ricordato come, oggi, sono presenti numerosi strumenti legislativi che consentono ai comuni di poter collaborare senza necessariamente dover ricorrere ad una fusione che ne cancelli le identità. Oggi, ha ricordato l’assessore Pagliarulo, è possibile cooperare per uno sviluppo condiviso ed omogeneo in diversi modi, come ad esempio le Unioni dei Comuni, come attuato nel Cilento.

    I sindaci si sono inoltre chiesti, cosa ne sarebbe delle diverse azioni messe in atto dai singoli comuni, dai comuni in forma associata o della Strategia delle Aree Interne se si realizzasse Città Vallo che andrebbe a sciogliere tutti i comuni e tutti gli enti al momento operanti sul territorio. Una serie di riflessioni che richiedono una precisa analisi che, come annunciato dal presidente dell’ente montano, sarà approfondita nei prossimi giorni in un successivo incontro.

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