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sabato, 10 Dicembre, 2022
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    Crac banche, il direttore della Banca Monte Pruno Albanese: “Chi ha sbagliato deve pagare. Serve lezione di onestà'”

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    Il direttore della Banca Monte Pruno Michele Albanese non ci sta e scrive una lettera aperta dedicata alla vicenda delle 4 banche salvate tramite il decreto Salva-Banche varato dal Governo Renzi. Un accadimento che è costato migliaia e migliaia di euro ad un cospicuo numero di risparmiatori, per lo più persone che hanno investito in titoli di queste banche i soldi risparmiati dopo una vita di lavoro. Questa vicenda, seppur dalla stampa si cerca di limitare gli effetti, continua però a far parlare di se anche dopo le manifestazioni pacifiche dei risparmiatori ad Arezzo. Ed è proprio dopo aver visto le immagini di questi risparmiatori che chiedono rispetto e tutela che il direttore Albanese ha deciso di esprimere il suo pensiero sulla vicenda. Il direttore della Banca Monte Pruno ricorda in primis ciò che è apparso sul quotidiano “Il Tirreno” che spiega come nella sola notte in cui è stato varato il decreto dal governo Renzi circa 35 mila persone hanno perso i risparmi di una vita quantificati in media tra i 15 mila e i 20 mila euro destinati magari a far studiare i loro figli, per un totale di 300 milioni di euro. Questa operazione ha “messo in ginocchio – sintetizza il direttore Albanese – migliaia di risparmiatori che hanno pagato con i propri soldi la crisi delle 4 banche”. Il direttore generale della Banca di Credito Cooperativo nata a Roscigno si dice particolarmente colpito da uno dei cartelloni apparsi durante la manifestazione ad Arezzo che riportava “A noi lezioni di finanza, a voi lezioni di onestà” “Un monito – sottolinea Albanese – che racconta tante cose e che riassume al meglio quello che sta succedendo”. Il tema necessariamente riporta alla ribalta un’altra annosa questione che vede ancora una volta protagonista il governo Renzi che ritiene il sistema bancario delle BCC necessariamente da riformare in quanto ritenuto poco solido. In tal senso Albanese ricorda nella sua lunga lettera che le BCC nei momenti di difficoltà, sono state chiamate a risolvere i problemi da sole e senza aiuti dello Stato, come invece accaduto già in altre occasioni in Italia con l’esempio lampante e anche molto discusso del salvataggio della Banca Monte dei Paschi di Siena. Michele Albanese riporta esempi lampanti ricordando che le BCC hanno risolto i problemi da sole arrivando anche a rimborsare dal sole prestiti obbligazionari emessi dalle stesse e rimborsando anticipatamente titoli ai sottoscrittori visto quanto accaduto con il varo del decreto Salva Banche. A ciò si aggiungono anche i 225 milioni versati dalle BCC per il salvataggio delle 4 banche. “Nel nostro piccolo, – scrive nella sua lettera aperta Michele Albanese – qualche anno fa, ci siamo fatti carico di un’operazione di rimborso nei confronti della clientela per il caso Lehman Brothers assumendoci la responsabilità di quanto accaduto, nonostante nessuna previsione normativa o contrattuale lo prevedesse, rimborsando, totalmente ai nostri clienti il valore di quelle obbligazioni ormai diventate carta straccia. Fu quella – spiega il direttore Albanese – un’azione di circa 2 milioni di euro, che pur non volendosi paragonare al crac delle quattro banche italiane, presenta comunque elementi in comune: azzeramento del valore dei titoli in mano ai risparmiatori, crollo dell’investimento, tanti clienti che si erano fidati ciecamente della Banca senza interessarsi minimamente del rischio che stavano correndo. Nonostante i punti in comune il finale non sia lo stesso. Un’operazione realizzata per onestà intellettuale ed etica nei confronti dei clienti che si erano fidati della nostra Banca. Un’operazione realizzata non senza sacrifici da parte dell’istituto di credito – spiega il direttore generale della Banca Monte Pruno – assumendoci la responsabilità di ciò che era stato fatto, ma abbiamo voluto dare più importanza alle persone che al denaro”. Ritornando poi sul caso recente delle 4 banche, Michele Albanese fa un’ulteriore valutazione ricordando come, a seguito la nascita della Nuova Banca Etruria che raccoglie in se le 4 banche interessate dal crac “torneranno – scrive Albanese – presto a creare utili e ad arricchire coloro i quali hanno generato questi guadagni, dimenticandosi di quei poveri risparmiatori che hanno perso tutto. Sono sempre più convinto, a questo punto, che vada applicato un principio: chi ha sbagliato, paghi!!! Non voglio essere un giustizialista, e non mi interessa sapere se c’era o meno un conflitto di interessi alla base del decreto “Salva-Banche”, ma è opportuno che chi ha sbagliato si assuma la responsabilità di rimborsare i risparmiatori. Non vorrei, continua – che gli stessi signori si trovino ben presto ad amministrare altre banche con il rischio di creare gli stessi problemi Ci sono i nomi ed i cognomi e non è difficile individuarli. Le nuove banche dovrebbero pagare – conclude Albanese – dando tutti una lezione di onestà, proprio come recitava quel manifesto. Sarebbe una grande lezione per tutti, sarebbe il segnale che in Italia qualcosa veramente sta cambiando 

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