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domenica, 2 Ottobre, 2022
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    Crisi idrica, il territorio del Consac non è stato colpito dalla riduzione dell’acqua

    La crisi idrica è perdurante e sulla questione interviene il Consac, che gestisce il servizio idrico in 57 Comuni tra Cilento e Vallo di Diano. Dall’Ente sottolineano come grazie a una politica previdente e attenta il territorio servito non è stato colpito dalla riduzione dell’acqua.

    La diffusa presenza e l’aumento di pozzi assieme all’uso di potabilizzatori – spiegano – ha scongiurato un’emergenza che in altre regioni è presente. Con una saggia programmazione l’Ente ha saputo muoversi bene, anticipando i tempi e tutelando così l’area di competenza. Tutto nasce da un’altra crisi, quella del 2017, un vero e proprio campanello di allarme su quello che poteva accadere in termini di scarsità idrica, da lì la costruzione di nuove condotte, sistemi di pompaggio con pozzi e sistemi di potabilizzazione nei vari Comuni.

    Le sorgenti segnano il minimo storico, meno 60/70%, e il loro recupero sarà molto lungo, nonostante ciò il Consac non ha mai realizzato interruzioni o chiusure del servizio grazie a sistemi che hanno integrato l’acqua.

    Non è possibile conoscere quale sarà la criticità delle sorgenti ad agosto, ecco perché la prevenzione e l’uso misurato del bene idrico è findamentale, sarà oggetto di comunicazione ufficiale dell’Ente a tutti i Comuni del Consac. Una campagna di sensibilizzazione è indispensabile per far capire ai cittadini come sia preziosa l’acqua e che con la sua riduzione tante realtà sono a rischio.

    Non si sono avvertite mancanze d’acqua ma ci sono delle regole da seguire. Bisogna innanzitutto evitare l’uso improprio come ad esempio irrigare con acqua potabile i campi e lavare le strade,

    L’auspicio è di aumentare i piccoli invasi. Il riuso delle acque è importante. Puntare in agricoltura sulle tecnologie di precisione 4.0; nell’industria bisognerebbe utilizzare l’acqua di depurazione. A giugno 2023 l’Italia riceverà la sanzione proprio per il non utilizzo di queste acque.

    In conclusione, emergenza sì ma anche investimenti con i fondi PNRR già stanziati.

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