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lunedì, 27 Giugno, 2022
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    “Donne Afghane: Una Storia Di Diritti Negati”, Ad Aversa Anche Se Non Ora Quando Vallo Di Diano.

    “Donne Afghane: una storia di diritti negati” è il titolo del convegno che si è tenuto ieri ad aversa nel casertano su iniziativa delle locali FIDAPA Aversa, Lions Aversa Città Normanna e Soroptomist con l’obiettivo di mantenere accesi i riflettori sull’Afghanistan, definito il luogo peggiore in cui nascere donna.

    A relazionare sul tema Domenico Pauciulo, professore Luiss Guido Carli, Lorenzo Peluso, giornalista ed autore del libro “Di là dal fiume, il mio Afghanistan” e Rosy Pepe, presidente del comitato Se non ora quando-Vallo di Diano. e c’è stata la testimonianza del colonnello dell’Esercito italiano Comando NATO Sud Europa, Valentino De Simone, offrirà l’occasione per svolgere il punto della situazione in terra afghana, a circa tre mesi dal ritorno al potere dei talebani.

    In Afghanistan interessi nazionali e internazionali continuano a creare un grande gioco dal quale non si riesce ad uscire. Economia, appartenenza etnica, religione ed estremismo si mescolano e rendono precaria la vita della gente comune. Regole e ruoli sono stabiliti e opprimono ogni anelito di libertà. Le bambine e le donne sono inevitabilmente le più esposte a quanto di peggio questo scenario possa produrre: è un cammino a ritroso che la condizione femminile sta vivendo in quest’ultimo periodo.

    Il comitato Se non ora quando-Vallo di Diano, affiliato alla rete antiviolenza REAMA (Rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto) nata dall’impegno della Fondazione Pangea Onlus per costruire una rete per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e quella assistita e subita dai minori, ha portato la testimonianza dell’impegno messo in campo dalla Fondazione Pangea in vent’anni di permanenza in Afghanistan. Un impegno che continua anche oggi in quella terra martoriata per rivendicare che i diritti delle donne non siano argomento di negoziazione né retrocedano rispetto a quanto era stato conquistato. E il convegno di Aversa serviva a fare risuonare questa istanza, a distanza di migliaia di chilometri dall’Afghanistan.

    “Quando avverti che la platea dei presenti è particolarmente interessata all’argomento trattato, ossia i diritti negati alle donne afghane – raccontano dal Comitato Se non ora quando – calibri meglio il tuo intervento perché vorresti che si metta in ascolto anche il loro cuore, così da generarsi una particolare empatia. Ti accorgi di esserci riuscita alla fine del convegno, quando le persone si avvicinano a te per chiedere ulteriori chiarimenti su l’impegno che la Fondazione Pangea ha profuso e continua a mettere in campo in Afghanistan. Allora comprendi di essere riuscita a valicare il muro delle migliaia di chilometri che separano Aversa da Kabul, creando consapevolezza sulla condizione delle donne in un Paese che, non a torto, è considerato il luogo peggiore al mondo dove nascere femmina.

    Per mantenere accesi i riflettori sull’Afghanistan, che viene definito il luogo peggiore in cui nascere donna, stasera ad Aversa (la locale sezione della F.I.D.A.P.A., il club  Lions Aversa Città Normanna e Soroptimist International d’Italia Club Aversa organizzano il convegno.

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