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martedì, 17 Maggio, 2022
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    Ex carcere di Sala Consilina. A chi spetta la titolarità? Il Comune impossibilitato a intervenire

    Tra i rimpalli di responsabilità e di proprietà, nel mentre si sta consumando anche una lotta a suon di carte bollate, c’è una struttura, edificio storico, il cui futuro è tutto da scrivere e, ad oggi, non si sa chi ha il potere di scriverlo. Sul quotidiano il Mattino è apparso un articolo che ha messo in risalto le difficoltà in primis dell’amministrazione comunale di poter accedere all’edificio che insiste sul proprio territorio comunale.

    Non si tratta solo di accedere ad un edificio ex carcere che, al momento risulta chiuso. C’è molto di più. Oltre all’aver perso il servizio dell’istituto penitenziario che serviva peraltro in maniera egregia anche con attività di rieducazione e di reinserimento alla vita sociale, messe in campo dall’amministrazione comunale salese, c’è anche da capire che fine farà l’edificio che, prima di essere istituto penitenziario, ospitava il Vescovado nell’epoca in cui Sala Consilina rientravano nella Diocesi di Capaccio che, mantenendo la titolarità, aveva stabilito che, anche Sala Consilina come Teggiano, potesse essere individuata come sede Vescovile. Nei primi anni del 1800 fu realizzata la struttura visto ance il notevole sviluppo dell’area proprio intorno alla sede, con la nascita e lo sviluppo del rione di San Raffaele e l’abitato intorno a Piazzetta Gracchi.

    A questo punto è naturale chiedersi cosa ne sarà di quell’edificio che, per la sua età ultra centenaria, rappresenta anche un bene patrimonio culturale. Un edificio su cui il Comune di Sala Consilina, come evidenziato più volte dal sindaco, non riesce ad entrare non essendo in possesso delle chiavi e della titolarità. Un edificio che, al momento, si sta ancora cercando di capire chi ne è responsabile e a chi spetta la cura e la tutela, mentre bisogna fare i conti con una situazione di degrado ed abbandono a cui però, l’amministrazione comunale è impossibilitata ad intervenire anche per evitare il rischio decadimento dell’immobile. Dall’articolo pubblicato su Il Mattino è evidente come non solo l’amministrazione comunale ma diversi altri enti ed istituzioni, manifestano perplessità alla richiesta di chi sia l’ente responsabile della struttura e, pertanto, a chi spetti la cura e la tutela del bene.

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