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martedì, 28 Giugno, 2022
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    Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. 2020: 88 nuovi casi al CAV Aretusa

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    Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una data simbolo istituita dall’assemblea generale dell’Onu nel 1999, perché migliaia di donne che ogni giorno subiscono violenze fuori e dentro le mura di casa possano avere un futuro diverso.

    Stalking, maltrattamenti fisici e psicologici, stupri, revenge porn sono alcuni dei volti che può assumere la violenza di genere. Secondo l’ultimo rapporto Eures nei primi 10 mesi del 2020 i femminicidi sono stati 91, 1 ogni 3 giorni, e i maltrattamenti sono passati da 36mila a 40mila rispetto al 2019. Anche perché il lockdown ha amplificato il fenomeno.

    Il nostro territorio non si discosta molto dalla media nazionale stando ai dati forniti dal Centro Antiviolenza Aretusa: 325 le donne che da settembre 2016 ad oggi si sono rivolte al Centro di Atena Lucana; solo quest’anno hanno preso in carico 88 nuovi casi. L’andamento è in aumento come ogni anno, la presenza del Centro sul territorio fa sentire le donne meno sole e trovano quindi il coraggio di chiedere aiuto. Non sono tutte solo del Vallo di Diano – precisano – ma anche di comuni limitrofi e spesso si tratta di donne che non possono rivolgersi alle strutture nei loro territori perché vittime di aguzzini troppo influenti in quei contesti.

    Per tanti abusi segnalati, enorme rimane il sommerso. Alcune vittime sottovalutano il pericolo, altre sono sopraffatte da paura e vergogna. Ancora troppi i pregiudizi e gli stereotipi culturali nonostante l’enorme lavoro che si sta facendo anche a livello legislativo: da oltre un anno c’è il c.d. “codice rosso” (legge n. 69 del 19 luglio 2019) che ha introdotto importanti modifiche al codice penale a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere e ha codificato nuovi reati come il revenge porn.

    L’aumento di richieste di aiuto fatte alle associazioni antiviolenza o al 1522, il numero istituito dalla presidenza del consiglio per arginare il fenomeno, potrebbe anche derivare dalle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole ma non va di pari passo con il numero delle denunce. Soprattutto in questo periodo di convivenza forzata sotto lo stesso tetto, come spiega l’istat. Quando si tratta di andare alla Polizia o ai Carabinieri i dati si ribaltano: le denunce per violenza in famiglia sono diminuite del 43% mentre sono aumentate del 73% le richieste di aiuto. Il grande paradosso del lockdown, soprattutto nella prima fase: sempre più donne vivono nella paura costrette a condividere gli spazi con i loro aguzzini senza un momento di privacy. Di “una pandemia ombra” ha parlato il segretario dell’Onu Antonio Guterres.

    Rosa ROMANO

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