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venerdì, 20 Maggio, 2022
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    Grotte dell’Angelo, al via l’iter per l’acquisizione del sito al patrimonio comunale di Auletta

    Le Grotte dell’Angelo saranno acquisite al patrimonio comunale e intestate al Comune di Auletta. É stato messo un punto anche dalla politica alla storica querelle. Con un consiglio straordinario, del 6 marzo scorso, il Comune di Auletta ha preso atto della sentenza della Corte di Cassazione che, nel 2013, pronunciò la parola fine alla controversia circa una servitù di pascolo rigettando il ricorso proposto dal Comune di Pertosa.

    Il Consiglio comunale ha dato ora mandato agli Uffici tecnici per gli atti consequenziali ai fini dell’acquisizione del sito al patrimonio comunale.

    È storia vecchia. La questione, molto delicata, va avanti da oltre mezzo secolo. Dal 1951 in poi una serie di sentenze per dichiarare la demanialità universale delle Grotte a favore del Comune di Auletta il cui territorio include il sito. Qualche anno fa poi, dopo l’ultima sentenza, ha preteso almeno l’aggiunta del nome e il cambio della denominazione in “Grotte di Pertosa-Auletta”.

    Nonostante le decisioni giudiziali Auletta ha sempre mantenuto un profilo basso rispetto sulla vicenda.

    E anche ora sottolineano che la presa d’atto, votata dal consiglio all’unanimità dei presenti, nulla cambia per quel che riguarda la gestione che resta in capo alla Fondazione MIdA. “Ha un significato strettamente politico – come ha precisato il sindaco Pietro Pessolano nel corso del consiglio – già in passato – ha spiegato – qualche precedente amministratore aveva sollecitato la presa d’atto della sentenza, un’attività certamente da espletare, ma che è stata rimandata al solo scopo di evitare equivoci nei confronti del Comune limitrofo di Pertosa, visti i rapporti straordinari con i precedenti e gli attuali amministratori, verso i quali tale azione avrebbe potuto essere interpretata – ha concluso – come un affronto”.

    Oltre all’aspetto giuridico e politico va detto che c’è anche una questione economica. In ballo ci sono introiti, sempre utili alle casse di un Ente comunale. Come sottolineato dall’opposizione nel lamentare ritardi (il consiglio sul tema è convocato a distanza di oltre 8 anni dalla sentenza): “Sarebbe stato utile già investire gli uffici comunali per l’adempimento degli atti e semmai riscuotere anche i proventi derivanti dalle attività produttive oltreché le imposte sugli immobili presenti”.

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