24 C
Sassano
sabato, 25 Giugno, 2022
spot_img
spot_imgspot_img
More

    Ultimi articoli

    Il 12 giugno il referendum sulla giustizia: 5 i quesiti da votare

    Il 12 giugno sarà Election day: in tutta Italia si vota per i 5 quesiti referendari sulla giustizia proposti da Radicali e Lega ed ammessi dalla Consulta lo scorso febbraio.

    Il primo quesito è sulla Riforma del CSM. Attualmente è previsto che per candidarsi sia necessario raccogliere le firme di almeno 25 colleghi magistrati. Nel caso vincesse il sì, verrebbe abolito tale obbligo permettendo a chiunque di presentarsi senza cercare il supporto dei colleghi. Per i proponenti ciò ridurrebbe il peso delle correnti all’interno del CSM; i sostenitori del no, invece, ritengono la modifica ininfluente.

    Il secondo riguarda l’Equa valutazione dei magistrati. Il quesito chiede che gli avvocati e i professori universitari, la parte “laica” di Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità così da rendere le valutazioni meno condizionate dalla corporatività. Chi sostiene il no, invece, ritiene che la funzione giudiziaria sia troppo delicata per affidare le carriere dei magistrati al giudizio di professori o avvocati.

    Poi il terzo quesito è sulla separazione delle carriere dei magistrati per lo stop delle ‘porte girevoli’ tra la funzione giudicante e quella requirente. Se al referendum vinceranno i sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero o giudice e non potrà cambiare indirizzo. Secondo i proponenti ciò eviterebbe di minare l’equità e l’indipendenza del giudice; chi contesta, invece, sostiene che il referendum riguarda un aspetto marginale dell’amministrazione della giustizia.

    Il quarto è per togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere per una persona durante le indagini e quindi prima del processo. Secondo i promotori del quesito la legge attualmente tende a giustificare in moltissimi casi una forma gravissima di limitazione della libertà personale pur in assenza di prove certe; i sostenitori del no, invece, ritengono che l’abolizione rischierebbe di indebolire uno strumento di prevenzione fondamentale.

    Il quinto e ultimo riguarda l’abolizione della Legge Severino che attualmente prevede una serie di misure per limitare la presenza nelle cariche pubbliche elettive di soggetti autori di reato. Secondo i promotori del referendum alcuni meccanismi, come la sospensione automatica dalle cariche elettive in caso di condanna non definitiva, risultano dannosi sia per le istituzioni che per i soggetti coinvolti, soprattutto se si arriva poi a una sentenza definitiva di assoluzione; sostenitori del no, invece, ricordano come il quesito miri a cancellare non solo gli aspetti controversi della norma, ma l’intera misura legislativa.

    Latest Posts

    spot_imgspot_img

    Da non perdere

    Resta Aggiornato

    Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sugli ultimi articoli