13.8 C
Sassano
domenica, 2 Ottobre, 2022
spot_img
spot_imgspot_img
More

    Ultimi articoli

    Reddito di cittadinanza a condannati per associazione mafiosa: percepivano il sussidio con false dichiarazioni

    {vimeo}543586022{/vimeo}

    Precedentemente condannati per associazione mafiosa, risultavano regolarmente eprcettori del reddito di Cittadinanza. Ma non basta, a risultare beneficiari del sussidio anche i familiari dei condannati che, secondo la normativa, non ne avevano comunque diritto proprio perché familiari di chi era condannato epr gravi reati. È scattata così’ la denuncia da parte dei finanzieri del comando provinciale di Salerno per 6 soggetti che risultavano percettori del reddito avendo presentato false dichiarazioni e, pertanto, senza avere i titoli necessari per usufruire della diritto alla misura agevolativa.

    Gli accertamenti delle Fiamme Gialle, effettuati in stretta collaborazione con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, hanno riguardato i soggetti che, dall’incrocio delle banche dati in uso, risultavano avere precedenti per associazione mafiosa. Mediante lo scambio informativo con gli Enti interessati, gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria sono così risaliti a quanti, tra questi, erano inclusi allo stesso tempo negli elenchi degli “aventi diritto”. Ed infatti, tre di loro, pur di far risultare la regolarità della propria posizione, avevano prodotto delle autocertificazioni dalle quali nulla emergeva in merito alle condanne penali subite anni prima.

    Nel corso degli approfondimenti, sono stati inoltre scoperti ulteriori tre beneficiari che avevano compilato i moduli “tralasciando” di dichiarare l’esistenza, nel nucleo familiare, di persone vicine alla criminalità organizzata cosa che non avrebbe consentito l’accoglimento della domanda se regolarmente denunciata considerato che la legge  esclude dal sussidio chiunque abbia ricevuto, nei dieci anni precedenti, condanne definitive per delitti particolarmente gravi, quali appunto l’associazione a delinquere di stampo mafioso con esclusione estesa anche ai membri del nucleo familiare, mentre, chi fornisce l’informazione può usufruire di un contributo ridotto.

    Le omissioni accertate hanno consentito agli indagati l’indebita percezione di fondi per oltre 30.000 euro, a partire dall’anno 2019. I responsabili sono stati così segnalati alle competenti AA.GG., per la specifica ipotesi di reato contemplata dalla normativa sul reddito di cittadinanza, fattispecie per la quale rischiano adesso fino a sei anni di reclusione. D’intesa con l’INPS, sono state già avviate le procedure per la revoca immediata del sussidio ed il recupero delle somme illecitamente intascate. La segnalazione all’Istituto ha altresì impedito che siano erogate le spettanze già in pagamento nei prossimi mesi, evitando in questo modo un ulteriore esborso di 60 mila euro.

    Anna Maria CAVA

     

    _______________________________________________________________________

    Latest Posts

    spot_imgspot_img

    Da non perdere

    Resta Aggiornato

    Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sugli ultimi articoli