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mercoledì, 7 Dicembre, 2022
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    Imu agricola, i comuni diventano esattori dello stato. Il 17 la sentenza del Tar Lazio ma il 16 scadenza pagamento

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    L’IMU sui terreni agricoli non piace ai cittadini ma di sicuro piace anche meno agli amministratori locali. Nel Vallo di Diano, primo segnale di intolleranza verso la nuova tassa è arrivata dall’amministrazione comunale di San Pietro al Tanagro che, con apposita delibera di consiglio dello scorso 6 marzo, su proposta dell’assessore Antonio Pagliarulo si era dichiarata pronta a chiedere chiarimenti al ministero delle politiche agricole, la sospensione dei pagamenti previsti per il 16 giugno del 2015 e, altresì, richiedere la ridefinizione dei parametri di applicazione della nuova tassa che va ad ulteriormente gravare sull’economia familiare in particolare nelle piccole realtà. Nella stessa delibera era stato ritenuto opportuno rendere partecipe dell’iniziativa anche tutti i comuni del Vallo di Diano e la Comunità Montana affinché adottassero la medesima delibera per far pronte comune. Al momento l’unico comune ad aver risposto è stato il Comune di Teggiano che ha adottato nei giorni scorsi una delibera in tutto o quasi uguale a quella di San Pietro. Inoltre, nei prossimi giorni anche la Comunità Montana Vallo di Diano dovrebbe incontrare l’Assessore Pagliarulo, promotore dell’iniziativa, per discutere insieme della questione IMU Agricola. Il nuovo fardello imposto ai cittadini, potrebbe provocare un enorme disavanzo nelle casse del Comune con la concreta possibilità, per diversi enti di rischiare il commissariamento. Anche alcuni comuni che per il 2014 erano esentati con l’emanazione della norma di salvaguardia, per il 2015 saranno chiamati a richiedere ai cittadini il pagamento della tassa, tra questi Sala Consilina, Teggiano e Atena Lucana. Una situazione a cui le amministrazioni, siano in un certo senso costrette. Lo stato, infatti, in virtù della possibilità di recuperare risorse attraverso la nuova tassa, ha ridotto il trasferimento di risorse economiche agli stessi. Un tributo che obbliga quindi i Comuni a trasformarsi in veri e propri esattori penalizzandoli nell’attività di programmazione non avendo la certezza della risorsa finanziaria a disposizione. La decisione è ancor più grave se si considera il momento di cambiamento che si sta registrando a livello di pubblica amministrazione con i comuni che acquisiscono maggiori competenze ma che nel contempo sono gravati da un gran numero di vincoli e limiti. Se a tutto ciò si aggiunge che gran parte dei terreni sono già soggetti al pagamento del contributo di Bonifica dovuto al Consorzio di Bonifica Vallo di Diano in scadenza in questi giorni, è davvero paradossale. Lo Stato riduce i trasferimenti e obbliga i comuni ad auto finanziarsi attraverso l’inserimento di un tributo che rischia di affannare le famiglie che nella maggior parte dei casi nel Vallo di Diano, i terreni appartengono ad ex coltivatori diretti. In caso di mancato pagamento da parte dei cittadini, inoltre diventa per i Comuni compito arduo riuscire ad effettuare l’accertamento o comunque andare ad effettuare controlli su chi non ha pagato visto che le banche dati catastali non sempre rispecchiano la realtà. Insomma situazione decisamente critica che solo il Comune di San Pietro al Tanagro ha portato alla ribalta, seguito dal solo Comune di Teggiano. Probabilmente si spera in una sentenza del Tar Lazio per l’annullamento del decreto interministeriale sull’IMU sui Terreni agricoli prevista per il 17 giugno. Ma il pagamento del tributo dovrà avvenire entro il 16 giugno. Nella delibera del Comune di San Pietro al Tanagro si puntava a richiedere di sospendere il pagamento dell’Imu agricola ma sembra che al momento nulla sia stato fatto. 

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