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giovedì, 6 Ottobre, 2022
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    Laurino, finanzieri vallesi scoprono truffa milionaria di società milanese

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    Evasione fiscale per oltre 2 milioni e mezzo e sequestro di beni di lusso per una società milanese amministrata da soggetti di origine calabrese. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno a seguito controlli effettuati nel Comune di Laurino. Su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, sono partite le indagini su una società operante nel settore termico che aveva trasferito la sede sociataria nel Comune di Laurino. Una sede fittizia secondo quanto scoperto dalle fiamme gialle di Vallo della Lucania che, a seguito verifiche sul posto, hanno potuto accertare che, nel luogo indicato come sede della società, non vi era collegato nulla che potesse lasciar intendere la presenza di una sede societaria all’indirizzo indicato.

    Nulla di nulla, né un’insegna, né un locale, né un magazzino, neanche una cassetta postale ad indicare l’operatività presso l’indirizzo. Ciò ha fatto emergere quindi come, il trasferimento, fosse stato effettuato solo fittiziamente. Dai finanzieri sono quindi partiti ulteriori accertamenti sulla posizione fiscale della società la cui attività era rimasta nel centro di Milano a due passi dal Duomo. Accertata l’assenza della documentazione contabile obbligatoria, le fiamme gialle, a seguito ulteriori indagini, hanno potuto rilevare che, dal 2013 al 2015 erano state utilizzate fatture false per operazioni inesistenti emesse peraltro da aziende riconducibili allo stesso titolare.

    Nella ricerca dei responsabili la Guardia di Finanza è quindi risalita agli autori della truffa tutti di origine calabrese con al vertice l’amministratore della società primo artefice della truffa e due rappresentanti legali individuati come mere teste di legno, ossia soggetti che avevano accettato di ricoprire il ruolo di rappresentanti legali consapevoli di perpetrare una truffa e le cui azioni venivano suggerite dall’amministratore di fatto della società. Alla realizzazione del disegno criminoso avevano partecipato anche tre commercialisti che contabilizzavano crediti iva inesistenti per annullare le imposte. Da qui le disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Vallo della Lucania per il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità degli indagati, misura eseguita con il coinvolgimento della Guardia di Finanza di Milano.

    Sui conti correnti sono state così rinvenute e cautelate disponibilità finanziarie per oltre 400 mila euro. Hanno inoltre formato oggetto di sequestro 15 fabbricati e 22 terreni, nonché una serie di beni di lusso, tra i quali orologi e quadri di pregio, una lussuosa villa sita nel capoluogo lombardo (che, da sola, vale mezzo milione di euro), una Porsche “718 – Cayman” e una fiammante Ferrari “612 – Scaglietti”.  Gli indagati dovranno ora rispondere dell’accusa di evasione fiscale mediante l’indebita compensazione di crediti d’imposta fittizi, reato per il quale rischiano la reclusione fino a 6 anni. 

    Anna Maria CAVA

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