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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Marchio PNCVDA, non garantita la qualità. Il Codacons chiede ritiro e sospensione

    Dal settore agricoltura del Codacons Vallo di Diano parte un attacco al marchio del Parco ed al marchio della Rete del Gusto della Dieta Mediterranea, il tutto a seguito attenta analisi sul disciplinare previsto per il riconoscimento dei due marchi. A spingere il Codacons ed in particolare il responsabile del Settore Agricolo Salvatore Gasparro ad effettuare le verifiche, in primis alcune recenti dichiarazione del presidente dell’ente Tommaso Pellegrino che, in un’intervista rilasciata proprio sul tema dei marchi ha sottolineato come, il riconoscimento del marchio non avviene dopo analisi qualitative sui prodotti, ma serve solo a riconoscere l’imprenditore che opera nell’are Parco. P

    arole che hanno spinto il codacons ad analizzare attentamente il disciplinare per l’ottenimento dei due marchi anche a seguito segnalazioni arrivate dai produttori che, pur avendo ottenuto i marchi, hanno rinunciato al suo utilizzo. I disciplinari posti sotto analisi, hanno fatto emergere, secondo il Codacons come, per ciò che riguarda le attività a marchio Parco, il riconoscimento può essere ottenuto da qualunque attività operi nel Parco anche se i prodotti e le materie prime utilizzate per la produzione non siano del Parco. Inoltre Gasparro evidenzia anche come la concessione del marchio di Rete del Gusto della Dieta Mediterranea del PNCVDA, per ciò che riguarda le attività di ristorazione e food va in contrasto con quanto previsto dalla normativa europea che, invece, si prefigge l’abbattimento delle barriere territoriali.

    “L’utilizzo del “Marchio del Parco”, – scrivono dal Codacons – di fatto marchio collettivo territoriale, è assimilabile all’utilizzo dei marchi collettivi regionali i quali però, a parere della Corte di Giustizia, contrastano con l’art. 28 CE”.

    Secondo Gasparro, mettere in circolazione un prodotto a marchio Parco potrebbe generare confusione anche perché un consumatore volendo acquistare un prodotto tradizionale dell’area Parco, sentendosi garantito dal marchio, in realtà, visto il disciplinare, potrebbe trovarsi a consumare un prodotto che, in realtà ha solo la produzione nell’area protetta ma la materia prima non è territoriale e, peraltro, la sua qualità non è garantita, come evidenziato dallo stesso presidente Pellegrino che ha precisato come non vengano svolte verifiche sui prodotti.

    Discorso ancor più complesso per la rete del gusto della Dieta Mediterranea che ha una territorialità molto più ampia oltre ad una qualità che deve essere garantita nel suo complesso. Il disciplinare del Parco, secondo il settore agricolo di Codacons, non è sufficiente a garantire la qualità del cibo che viene consumato. “Per quanto espresso sopra – dichiara il Condacons – e fino a quando non si riesca a concedere l’utilizzo del Marchio del Parco eliminando tutte le criticità espresse, si chiede all’Ente Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano ed Alburni, di sospendere e ritirare le concessioni dei due marchi”.

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