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giovedì, 6 Ottobre, 2022
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    Salerno, “Stragisti” per parlare di mafia. Albanese: “La nostra arma è la cultura”

    Si è aperta con un appuntamento culturale e celebrativo la rassegna culturale “Festival delle Colline Maditerranee” nel corso del quale il direttore generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese, con il suo intervento ha voluto spronare i presenti ad essere più incisivi con i giovani sui temi di legalità e giustizia.

    A offrire lo spunto per il suo messaggio, il libro di Lirio Abbate, direttore de L’Espresso dal titolo “Stragisti” presentato nell’ambito dell’incontro su “La Mafia, Le Mafie – 1992/2022 – In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Una serata che, attraverso proprio il ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, ha voluto rimarcare sull’obbligo della società, oltre che delle istituzioni, di impegnarsi al fine sviluppare nei giovani valori sani ed educarli alla legalità.

    ”Non può essere disperso – ha sottolineato il Direttore Albanese – il patrimonio lasciato da Falcone e Borsellino e va consegnato quotidianamente alle giovani generazioni. Due temi hanno contrassegnato la vita di questi due eroi: la cultura e l’amore. La cultura è la base per combattere il pensiero mafioso, per sradicarlo, per far capire che esiste la bellezza della vita che si oppone alla barbaria della morte, messa in atto dalle mafie. E questo – ha continuato Michele Albanese – Falcone e Borsellino lo hanno dimostrato con il loro esempio, con l’amore per il proprio lavoro, l’amore per la libertà, per la giustizia, l’amore per la loro terra, l’amore per i giovani verso i quali sentivano il dovere di lasciare una società più giusta”.

    Nel corso del suo intervento, molto apprezzato dalla platea che ha accompagnato in più occasione le parole del direttore con scroscianti applausi, Albanese ha messo in risalto le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come personaggi della storia il cui studio e conoscenza va inserita nei percorsi didattici delle scuole come esempi educativi ed eroi da cui trarre ispirazione.

    “Le mie – ha sottolineato Albanese – non vogliono essere riflessioni solo per le celebrazioni del trentesimo anniversario, considerato che c’è tutta una verità ancora da scrivere e quell’agenda rossa sottratta nella macchina di Borsellino, subito dopo l’attentato, è il senso di tutti gli intrecci politici e di apparati deviati dello Stato che hanno condannato a morte questi uomini.  Credo fermamente, invece, che è indispensabile far conoscere questi uomini ai giovani, cominciando a parlarne nelle scuole primarie, non solo per far conoscere la storia di questi eroi ma per educare i giovani, sin da piccoli, alla legalità perché questi esempi fanno parte della storia del nostro Paese e resteranno per sempre nelle nostre menti.”

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