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lunedì, 5 Dicembre, 2022
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    Musica, per l’autunno versione acustica del brano del cilentano SOLO  

    Il cantautore cilentano SOLO saluta l’estate con una versione acustica del suo ultimo brano. “Something (you don’t need) NAKED”, più consona alla malinconia di settembre, si spoglia dunque dell’elettronica e della cassa continua e focalizza l’attenzione sulle chitarre acustiche e, in particolare, sulle voci di SOLO e di Nobody, che giocano fra dialoghi e armonizzazioni.

    «Ho sempre pensato che “Something (you don’t need)” -spiega l’artista – funzionasse benissimo anche come brano pop-acustico. Se la versione originale del brano, fatta di elettronica e cassa continua, era più indirizzata verso alcuni suoni da club, che la rendevano in qualche modo ballabile, estiva, questa nuova veste acustica restituisce al brano la malinconia di cui sono pregni gli intrecci di linee vocali: una versione “nuda”, per salutare l’estate».

    Il brano, si legge in una nota, si pone come un’aspra critica alla società dell’apparire, che ci spinge a dover essere sempre esteticamente “perfetti”, secondo canoni prestabiliti, cosa che comporta una graduale perdita dell’individualità, della propria personalità e unicità, a favore di un “conformismo estetico” che ci rende l’uno copia dell’altro. Il concetto è ripreso anche nella cover art del singolo, dove una testa di manichino simboleggia la perdita di personalità, mentre le parti del viso incollate sul volto impersonale e vuoto, rappresentano il tentativo di trovare una propria personalità utilizzando parti del corpo altrui.

    Registrata interamente da SOLO e mixata e masterizzata da Edoardo Di Vietri, “Something (you don’t need)” è il secondo singolo estratto dall’album “The importance of words (songs of love, anti-capitalism and mental illness)”, di prossima pubblicazione, e anticipa l’uscita del brano punk/grunge “Propaganda in my eyes, again (you’re erased)”, prevista a metà ottobre. «L’album – spiega SOLO – sarà molto variegato, con canzoni che vanno dalla psichedelia all’art rock passando per il punk, il dream pop, lo shoegaze, il grunge, la dance».

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