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martedì, 28 Giugno, 2022
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    Non c’è spazio a Lagonegro, processo va a Salerno. Elisabetta Giordano: “Decisione che conferma inadeguatezza di Lagonegro”

    Il processo che vede 57 imputati per i reati connessi all’operazione “Febbre dell’Oro Nero” passa a Salerno. L’udienza infatti sarà celebrata presso l’Aula Bunker del Tribunale di Salerno in quanto, il presidio di giustizia di Lagonegro è troppo piccolo per poter ospitare il processo che ha visto il Vallo di Diano direttamente coinvolto nell’operazione.

    Una decisione che riporta al centro dell’attenzione la soppressione dei tribunale di Sala Consilina e, come evidente in questo caso, le disfunzioni legate all’accorpamento di un tribunale più grande ubicato in un edificio nuovo, funzionale e ampio, in uno più piccolo e non adeguato a contenere la mole di lavoro accolta. La scelta di trasferire a Salerno un processo che doveva svolgersi presso il tribunale di competenza di Lagonegro spinge l’Avvocato Elisabetta Giordano referente del Vallo di Diano nel Comitato di Coordinamento Nazionale per la Giustizia di Prossimità, ad intervenire ricordando come, più volte in passato, sono state messe in luce l’inadeguatezza della struttura di Lagonegro a gestire le attività che, invece, presso la struttura di Sala Consilina, sarebbero state gestite in maniera ottimale.

    “Sembra – dichiara l’avvocato Giordano – che il Tribunale di Sala Consilina non può e non vuole morire!”. L’ultima circostanza, secondo l’Avvocato di Sala Consilina, va considerata come un punto di partenza affinché Presidente della Repubblica, Ministero della Giustizia, politica nazionale e locale, amministratori del territorio e cittadini, prendano atto che, la scelta di sopprimere il tribunale salese per accorparlo con un tribunale più piccolo, sia stata scelta ingiusta ed ingiustificata. Un dato questo, emerso già in tempi non sospetti quando fu realizzata una perizia tecnica da cui emergeva chiaramente l’inadeguatezza della struttura del tribunale di Lagonegro ad accogliere la mole di lavoro derivante dal circondario del Tribunale di Sala Consilina. Testimonianza ne fu l’immagine che arrivò al Vallo di Diano subito dopo l’accorpamento con molti atti, documenti e libri provenienti dall’archivio di Sala Consilina, finiti a giacere in un parcheggio a subire gli effetti delle intemperie”.

    “Ciò – continua – perché lo spazio a disposizione dell’edificio era troppo modesto per raccogliere e custodire la lunga storia del tribunale di Sala Consilina tutta racchiusa in una struttura nuova, in possesso di tutte le certificazioni di sicurezza previste dalle normative con una superficie totale pari a circa 6650 mq ed una superficie esterna pari a circa 2300 mq. Misure che mettono in evidenza l’insensatezza della decisione assunta nel 2011, viste le ridotte dimensioni del Tribunale di Lagonegro che, tra lo spazio destinato al Tribunale e l’area della Procura, raggiunge in totale una superficie di 3800 mq, circa la metà dello spazio di cui il tribunale di Sala Consilina già disponeva all’epoca della decisione del Governo. “La soppressione del tribunale di Sala Consilina è stata una violenza istituzionale – dichiara Elisabetta Giordano – e qualcuno dovrà spiegare come si è arrivati alla decisione nonostante l’evidente incongruità della struttura. La lotta per il ripristino del tribunale di Sala Consilina continua – assicura in conclusione – fino al suo ripristino”.

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