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martedì, 24 Maggio, 2022
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    ODCEC, Pres. Timpone: “Un guerreggiare che porterà al commissariamento. Se ne assumano responsabilità

    In riferimento a quanto accaduto all’interno del consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Sala Consilina-Lagonegro, arrivano i chiarimenti del Presidente Gianluca Timpone che spiega le ragioni che hanno spinto lo stesso ad assumere la decisione di ritirare le deleghe conferite ai consiglieri sottolineando come, la volontà dello stesso presidente è quella di proseguire così come da programma che aveva consentito alla sua lista di raggiungere il risultato che li ha portati alla guida dell’organo. Inoltre ha anche voluto evidenziare come sia indispensabile che l’Ordine dovrebbe avere più a cuore il raggiungimento degli obiettivi a favore, soprattutto delle imprese, tra le prime ad aver bisogno di adeguata assistenza e supporto dall’ordine, piuttosto che alimentare spaccature e divisioni che rischiano seriamente di portare ad un nuovo commissariamento dell’organo, provocando danni a tutti gli iscritti oltre che a danno agli utenti.

    -Di seguito la nota stampa a firma del Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Sala Consilina-Lagonegro Dott. Gianluca Timpone-

    “Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha un nuovo presidente nella persona del Prof. Elbano De Nuccio ed un nuovo consiglio; dopo anni di commissariamenti e peripezie varie si è riusciti ad eleggere, democraticamente, il vertice dell’organo di autogoverno della nostra professione.

    Elbano De Nuccio rappresenta il totale rinnovamento rispetto alle vecchie logiche e ai vecchi personaggi che hanno portato ad anni di stallo.

    Sulla scià di questo rinnovamento ci  si era mossi, anche localmente, con la netta affermazione della nostra lista alle ultime elezioni del consiglio dell’orine di Sala Consilina e Lagonegro, l’intento era ed è quello di portare il nostro piccolo ordine alla ribalta nazionale, uscendo da sterili provincialismi e beghe locali e fu per questo che diedi la mia disponibilità.

    Forse non sono stato bravo a far capire alla maggioranza del consiglio che il passaggio fondamentale per fare ciò fosse quello di seguire il vento nuovo che spirava da Roma, che non ha raggiunto molti miei colleghi, ancorati alle vecchie logiche, le vecchie amicizie  ed ai vecchi rapporti.

    La lungimiranza purtroppo da noi non è un pregio e il consiglio si è spaccato sul voto del nuovo presidente, dove la maggioranza, escluso il sottoscritto ed altri due consiglieri, hanno pensato bene di appoggiare il perdente candidato presidente dr. Moretta. (Le spaccature nei consigli, tra voto del Presidente e maggioranza dei consiglieri sono stati una rarità).

    Il rapporto di amicizia che mi lega al nuovo presidente nazionale, a prescindere dai ruoli, mi permette ancora di rimanere nella considerazione, nonostante tutto, dei vertici nazionali, ma   con rammarico devo constatare  la totale assenza di visione strategica di molti componenti del  nostro consiglio, in particolare da chi ha rivestito, anche se ora esterno, per anni ruoli importanti all’interno del consesso professionale.

    Il creare fratture ad arte, sulla scia del guerreggiare tutta la vita, oltre ad essere una perdita di tempo e di energie positive, porterebbe a far commissariare di nuovo e dopo soli due mesi, il nostro ordine, specie se io facessi un passo indietro e se quelli che già lo hanno fatto commissariare in passato, non deponessero le asce di guerra, lavorando per il bene degli iscritti e non solo.

    Io resterò al mio posto perché non ci possiamo permettere altri anni di stallo, con tutti i problemi da affrontare  e le occasioni da cogliere, specie pensando ai fondi del PNRR, dove importante e fondamentale diventa il rapporto stretto col consiglio nazionale che vanto di avere.

    Ognuno si assumerà le proprie responsabilità rispetto agli iscritti, al territorio ed alle imprese che noi dovremmo aiutare per superare questo momento difficile, questo è il momento di deporre le armi e tornaconti e orgogli personali e di usare, ognuno i propri rapporti per il bene comune, ben inteso che chi non se la sente di andare in questa direzione tracciata nel programma elettorale, può liberamente rassegnare le proprie dimissioni da consigliere, lasciando spazio ad uomini e donne liberi.

    Io da uomo libero ci sono.”

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