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martedì, 4 Ottobre, 2022
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    Ospedale Polla, a difenderlo il Codacons e il dott. Pietro Greco

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    Il Codacons di Sala Consilina ha inviato una lettera al Direttore Generale dell’Asl di Salerno“circa l’ultima questione sanitaria riguardante l’Ospedale di Polla, ossia l’impossibilità di prenotare l’esame ecografico all’anca per i neonati al terzo mese di vita” e quindi circa le sorti dell’Ospedale di Polla la cui unità operativa di Radiologia – scrive il Codacons in un comunicato stampa – non avrà mai più un “primario” essendo stata declassata ad Unità Operativa Semplice Dipartimentale. Noi siamo convinti – continua il Codacons – che il ruolo centrale che l’Ospedale di Polla ha rivestito nel passato nel campo della sanità locale non sia stato riconosciuto appieno dall’Azienda Sanitaria negli ultimi anni con la conseguente e progressiva diminuzione di posti letto e la scomparsa di interi reparti. Agli oltre 300 posti letto degli anni ’90, se ne contrappongono oggi 212 programmati, così come riportati nell’Atto Aziendale. In realtà sono solo 174. Perché – scrivono dal Codacons –  i 20 posti letto della UOSD Recupero e Riabilitazione e i 4 di Gastroenterologia non sono immediatamente riscontrabili nelle attuali strutture; per gli 8 di Psichiatria invece il personale di questo reparto è stato trasferito a Vallo della Lucania; e i 6 di Otorinolaringoiatria semplicemente non esistono, non essendo presente l’Unità Operativa. Pertanto 38 posti letto esistono solo sulla carta. Intanto sempre in seguito alle notizie sul reparto di Radiologia parte una nuova iniziativa del Dott. Pietro Greco: “Il nostro Ospedale di Polla – scrive sulla pagina fb di “Difendiamo le nostre strutture sanitarie” –  ha bisogno urgentemente di forze nuove e di mezzi nei punti nevralgici. Credo in un “Patto della Sanità” armato: armato di amore per i nostri figli, nipoti, genitori, per la nostra terra, al di là di facili demagogie e di clientelismi politici. Uniamoci tutti: i vari comitati, le associazioni, gli amministratori tutti, Codacons, imprenditoria, Istituti bancari del territorio, perché ridurre la nostra sanità vuol dire anche meno economia. La nostra sanità è l’ultima “fabbrica” rimasta, dopo gli scippi avuti: ferrovia, tribunale, carcere. Finiamola di agire autonomamente e finiamola di credere a manifestazioni di massa. Uniamoci tutti in questo patto con dei rappresentanti di ogni categoria che può sbattere i pugni non per strada ma nelle sedi opportune: Asl e Regione. Io ci metto la faccia e l’amore. Credo nella nostra sanità e nei nostri ospedali ma – conclude il dott. Greco – bisogna subito urlare e chiedere con forza. Spero che venga accolta questa iniziativa senza inimicizie politiche”.

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