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domenica, 4 Dicembre, 2022
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    Ospedale Polla in affanno, Di Brizzi: “Sembra un disegno”

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    L’Ospedale di Polla ha salutato ieri il primario del reparto di Neurologia Dott. Pietro Greco in ferie prepensionamento fino al 1 novembre quando sarà ufficialmente in pensione. Una notizia questa che lascia però l’amaro in bocca per l’assenza di un sostituto, nonostante da tempo sia nota la partenza del Dott. Greco. Solo due unità al momento restano in servizio presso l’unità Operativa di Neurologia, una delle quali a tempo determinato e la Dott. Forziati, a cui il Dott. Greco ha lasciato il testimone, vicina al pensionamento. Cosa ne sarà del reparto di Neurologia, ma soprattutto cosa ne sarà dell’Ospedale di Polla. Se lo chiede anche Valentino Di Brizzi, esponente della Lega Salvini Premier e Presidente dell’Associazione Imprenditori Vallo di Diano che, per primo, aveva manifestato preoccupazione per le sorti del presidio sanitario valdianese a seguito anche dell’emanazione del nuovo piano ospedaliero – emergenza Covid in cui il Curto veniva indicato come presidio Base e non più Dea di I Livello.

    All’epoca, dalla regione, erano giunte giustificazioni, parlando di “Mero Errore Formale”. Un errore che però oggi mostra degli effetti preoccupanti se si pensa che un reparto importantissimo come l’Unità Operativa di Neurologia, eccellenza del territorio si ritrova a dover fare i conti con riduzioni del personale che vanno inevitabilmente ad inficiare la qualità del servizio offerto. Ieri il saluto del Dott. Greco pieno di amarezza e preoccupazione e parlando anche di disponibilità a restare in servizio laddove fossero arrivate proposte “Il mio ciclo in neurologia – dichiara Greco -  dopo 27 anni e 14 anni di direzione è finito,anche con rimpianto, perché se mi avessero posto delle condizioni richieste sarei rimasto ancora. Mi restano i ricordi belli e brutti, il tanto lavoro svolto con le difficoltà risapute. Spero nella stima del mio reparto, che è stato parte della mia famiglia, e di chi mi ha apprezzato. Ho lasciato la Responsabilità alla mia collega dott.ssa Forziati, ma servono aiuti subito, perché non possono essere chiusi reparti, dopo tanti sacrifici. Sarebbero sconfitte pesanti per la politica e per i cittadini. Una politica che non risponde è uno schiaffo a chi si adopera e a tutta la comunità”. Il futuro prossimo non è più roseo secondo quanto emerge dato che a breve il Curto dovrà fare i conti con altre partenze alcune già avvenute. Su quanto sta accadendo al servizio sanitario locale è intervenuto il presidente dell’AIV ed esponente leghista Valentino Di Brizzi che, salutando con profondo rispetto il Dott. Pietro Greco, quale eccellenza della sanità valdianese ma anche come caro e attento amico, ha ripercorso quanto la vicenda dell’ospedale di Polla.

    “La situazione del presidio valdianese, – dichiara Di Brizzi – lascia intravedere un disegno di declassamento facilitato dall’emergenza COVID. Con il pretesto di dover predisporre, con URGENZA, un reparto Covid, si è provveduto, senza riguardo verso altre esigenze sanitarie, allo smantellamento di interi reparti e al ridimensionamento scellerato dei posti letto disponibili”. Ricordando come il territorio è stato protagonista e valido aiuto grazie alle tante donazioni, per fronteggiare l’emergenza, ricorda come la politica dovrebbe avere un ruolo determinante nella tutela del servizio sanitario. “All’ospedale DEVE pensare la politica – rimarca Valentino Di Brizzi – e non possiamo consentire che reparti importanti siano ridimensionati in maniera così pesante. Ci dimostrino – conclude Di Brizzi rivolgendosi ai rappresentanti politici in seno agli enti competenti – che hanno a cuore la nostra salute! Provvedendo, senza indugio, alla correzione della classificazione riportata per l’Ospedale “Luigi Curto” di Polla e per l’Ospedale dell’ “Immacolata” di Sapri nel Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera. E’ poi si faccia una vera programmazione/organizzazione della rete ospedaliera che ci consenta, finalmente, di non dover più fare viaggi della speranza per ottenere quello che il principale diritto costituzionalmente garantito”.

    Anna Maria CAVA

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