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mercoledì, 30 Novembre, 2022
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    Ottati, dalle istituzioni richieste annullamento ordinanza di abbattimento dei cinghiali. Il sindaco tentenna

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    Era consapevole di scatenare polemiche e iniziative istituzionali. Il Sindaco di Ottati Eduardo Doddato, in questi giorni è stato raggiunto da numerose comunicazioni di enti e istituzioni. Ad provocare  l’intensa corrispondenza epistolare l’ordinanza di abbattimento per 45 giorni dei cinghiali avessero invaso il territorio comunale. Dopo mesi e mesi di richiesta di interventi e di azioni a tutela della sua cittadinanza troppo spesso costretta a dover convivere con la presenza di cinghiali nei pressi di piazze e bar e, peggio ancora, nei campi coltivati devastando il raccolto, all’indomani della tragedia di Cefalù in cui un uomo, per difendersi e difendere il suo terreno dall’attacco di cinghiali è stato aggredito e ucciso dai suinidi, il primo cittadino di Ottati ha deciso di fare da se e ordinare l’abbattimento di cinghiali che potesse in qualche modo creare disagio o pericolo per i suoi cittadini. Eduardo Doddato, già nell’annunciare la sua decisione, era anche consapevole di scatenare reazioni di disapprovazione da parte di enti, associazioni e istituzioni. E così è stato. In pochi giorni è stato raggiunto da diffide ad annullare l’ordinanza da parte prima del Prefetto di Salerno Antonella Scolamiero che in modo decisamente ragionevole, come lo stesso Sindaco di Ottati evidenzia, sottolinea come l’ordinanza non può essere ritenuta valida in quanto carente della caratteristica d’urgenza e, nel contempo, si dichiara disponibile a dare il via ad una serie di incontri con enti e istituzioni interessate per risolvere la problematica, quella della presenza dei cinghiali, che è oggetto dell’ordinanza. Al Prefetto di Salerno fa eco l’ente Parco nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni con una nota sintetica e precisa nel quale chiede espressamente l’annullamento del provvedimento perché in contrasto con la normativa vigente in materia di Aree Protette. Contro l’ordinanza del sindaco di Ottati si scaglia anche il WWF che, in una lunga missiva, spiega le ragioni per i quali l’ordinanza deve essere annullata, ricordando le norme che regolano la caccia e considerando anche pericolosa per le persone la disposizione che comporta l’utilizzo di armi nei pressi dei centri abitati. Nella sua missiva, aperta evidenziando come i cinghiali non siano in grado di riconoscere i perimetri dei territori, il WWF ricorda al sindaco Doddato che soltanto l’ente Parco può autorizzare l’abbattimento di fauna selvatica all’interno del perimetro dell’area protetta e che, sempre l’ente Parco, può conferire l’incarico di effettuare tale abbattimento a personale specificatamente individuato. Il delegato del WWF Campania, conclude la sua lettera annunciando che, in caso l’ordinanza non venga annullata, sono pronti come ente a ricorrere al competente giudice amministrativo. Il primo cittadino non sembra però assolutamente turbato dalla serie di richieste giunte a poche ore dal provvedimento, continuando nella sua consueta attività istituzionale. 

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