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venerdì, 12 Agosto, 2022
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    Padula, carenze assistenziali alla Clinica Fischietti. I sindaci scrivono a Iervolino

    Il caso della ragazza arrivata presso il Saut di Padula priva di sensi per effetto dell’autosomministrazione di eroina, con difficoltà a prestarle le necessarie cure a causa dell’assenza sul posto di un medico di turno e di un’ambulanza medicalizzata, ha spinto i sindaci dei comuni di Padula, Montesano, Casalbuono, Sanza e Buonabitacolo a inviare una nota congiunta al direttore generale dell’ASL di Salerno Mario Iervolino per denunciare il disservizio che, a secondo quanto scritto dai sindaci, lede il diritto alla salute delle popolazioni dell’area.

    Nella lettera, i primi cittadini Cimino, Adinolfi, Esposito, Rinaldi e Guercio, chiedono il perché della carenza di personale medico presso la struttura di emergenza-urgenza che sta facendo registrare “uno scollamento – si legge nella nota – tra turni del personale, attività assistenziale e movimentazione dei mezzi di soccorso”.

    Il tutto parte dalla denuncia del segretario provinciale della UIL FPL Carmine Accetta che, in una recente intervista rilasciata ai microfoni di Radio Alfa aveva evidenziato come, al momento, il responsabile dell’ASL di Salerno per l’emergenza-urgenza sta “opponendo resistenza”, come dichiarato da Accetta, alla richiesta del direttore sanitario del Distretto 72 di delocalizzare la postazione del CMR Centro Mobile Rianimativo, quindi l’ambulanza rianimativa, in una posizione più baricentrica rispetto all’attuale che, per il dott. Accetta della UIL, rappresenta un’anomalia anche per la sua attuale allocazione e 3 o 4 km dall’ospedale. Il caso della ragazza, verificatosi il 10 luglio scorso, ha quindi portato i sindaci a rivolgersi al Direttore Iervolino per chiedere le motivazioni della carenza di personale presso l’ex clinica Fischietti.

    “Il 10 luglio scorso, – raccontano – alle 23.30 presso la Postazione di Padula, è stata accompagnata davanti al Saut una ragazza priva di conoscenza, sotto l’effetto di eroina autosomministrata, come riferito dal giovane che l’aveva lasciata davanti alla struttura. La vita della giovane ragazza è stata seriamente messa in pericolo a causa della mancanza del medico di turno e di un’ambulanza medicalizzata.

    “È evidente che questa situazione lede il diritto dei cittadini, sancito dalla Costituzione, ad avere la necessaria assistenza sanitaria. Certamente questo non è un modello di sanità efficiente – concludono i sindaci – perché pone il cittadino-utente in situazioni di notevole disagio”.

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