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martedì, 17 Maggio, 2022
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    Padula, fondi per i beni culturali. Esclusa la Certosa di San Lorenzo

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    1 miliardo di euro stanziati dal CIPE su richiesta del Ministero dei Beni Culturali destinati alla riqualificazione e ristrutturazione dei beni di particolare pregio culturale. Di questa somma 185 milioni di euro arrivano in Campania ma ben pochi in provincia di Salerno dove a beneficiare della somma attinta dai Fondi Sviluppo e Coesione 2014/2020 saranno soltanto l’area archeologica e il museo di Paestum. Ancora una volta dimenticata completamente la Certosa di San Lorenzo a Padula. Dei 185 milioni di euro messi a disposizione della Campania soltanto 20 milioni saranno rivolti quindi alla provincia di Salerno. Ben poca cosa viste anche il grande patrimonio culturali di cui la provincia è dotato e soprattutto visto che, in provincia di Salerno e precisamente a Padula vi è una delle più grandi e antiche certose di tutta Europa, la più grande d’Italia e seconda per maestosità e grandezza d’Europa, riconosciuta patrimonio Unesco per la sua storia ma anche per le grandi opere di architettura e arte in essa custodite. Il monumento certosino che quest’anno compie i 720 anni dalla sua fondazione ad opera di Tommaso II Sanseverino conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, racchiude in se tesori indescrivibili come la scala a chiocciola, una scala elicoidale che si caratterizza per la sua realizzazione senza struttura portante, un’opera che rappresenta una vera e propria magnificenza visto soprattutto l’era antichissima in cui è stata realizzata. La stessa conduce ad un’altra magnificenza della Certosa, l’immensa Biblioteca difficile da visitare per la delicatezza dell’ambiente ma davvero meritevole di grande attenzione. Il ricchissimo patrimonio librario di cui era dotata, è andato interamente disperso ma sè evidente la grande ricchezza visti i numerosi scaffali e la pregiata catalogatura dei volumi in essa custoditi da cui si evinceva il gran numero di argomenti trattati dai libri in essa conservati,  ma poi  svuotata degli antichissimi volumi nei primi anni dell’800. La biblioteca custodisce intatti i pregiatissimi scaffali oltre all’antica pavimentazione di grande valore e pregio. Ma la Cerosa è anche Chiesa con altare in madre perla, la cucina con il latte e l’acqua che arrivava direttamente fresco attraverso un canale realizzato e che proveniva dalla vicina Basilicata e Puglia, il Chiostro Grande e poi l’immenso e scalone ellittico a doppia rampa di maestosità eccezionale. Insomma un grande museo che è stato completamente dimenticato e abbandonato a se stesso nonostante la necessità di ristrutturazione e soprattutto di messa in sicurezza di alcuni ambienti. Una prova evidente ne è stata una mostra recente realizzata nel giardino di una delle celle dei monaci, esattamente la numero 17. Il primo maggio, nelle celle dei monaci certosini p stata realizzata una mostra. Alcuni visitatori però nel recarsi in Certosa per ammirare la mostra hanno anche, sfortunatamente ammirato, un dato poco edificante. Secondo quanto appreso e dalle foto che i visitatori hanno divulgato, sembra che nel giardini della cella 17, vi erano numerose tegole pericolanti. Un segno evidente oltre che di rischio e pericolosità, anche di degrado per una delle più belle, antiche e storiche certose di tutta Europa e che ancora oggi risulta essere poco conosciuta, poco visitata e, ancor peggio, poco apprezzata. Si spera che, con i recenti lavori di scavo che stanno riportando alla luce l’antico percorso utilizzato per raggiungere il monumento certosino, qualcosa cambi e possa finalmente ottenere il meritato riconoscimento.

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