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mercoledì, 30 Novembre, 2022
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    Polla, Sant’Antonio: 5 anni dal prodigio della lacrimazione.

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    Oggi la festività in onore di Sant’Antonio di Padova, santo amato e venerato in tutto il Vallo di Diano con una statua presente in gran parte delle chiese. A Polla, la festività dedicata al Santo di Padova è particolarmente sentita dalla comunità da tantissimi anni. Negli ultimi anni, però, si è intensificata dopo il miracolo della lacrimazione della statua raffigurante Sant’Antonio e custodita nel museo del Convento francescano di Polla. Un prodigio che ha compiuto proprio ieri 5 anni e che è stato riconosciuto anche se non ufficialmente, anche dai frati della Basilica di Padova con cui è stato sancito un gemellaggio. Ieri, presso la chiesa del Convento di Sant’Antonio a Polla è stato ricordato il prodigio e gli avvenimenti successivi. A raccontare con dettaglio le ore nel corso del quale più volte tra il 12 e il 13 giugno 2010 si racconta si sia verificata la lacrimazione della statua, il giornalista e scrittore Giuseppe D’Amico che ha ricordato ai presenti come Fra Domenico Marcigliano con Arturo Esposito siano stati i primi a notare le gocce di liquido sgorgare dagli occhi del simulacro, allorchè si recarono per preparare la statua alla processione dell’indomani. Un evento che fu monitorato per tutto il giorno e che si ripetè finanche la mattina del 13 giugno. Nulla invece appariva sulle altre statue custodite all’interno del museo. Fra Domenico Marcigliano, racconterà successivamente, come ha raccontato Giuseppe D’Amico: “La statua del Santo si presentava trasformata nelle fattezze, con il viso che era del tutto simile ad una persona viva. Gli occhi arrossati come di una persona che piange da lungo tempo e le palpebre sembravano raccogliere le lacrime che poi scendevano sul viso”. All’evento che proseguì anche nel giorno del 13 giugno dello stesso anno, era presente anche l’allora vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro che decise di costituire una commissione diocesane per effettuare indagini sul caso. Il campione prelevato, liquido trasparente, incolore e inodore, non è stato sufficiente a dare le risposte attese per riuscire a ben comprendere l’origine del fenomeno. Vi è però una perizia tecnica a firma del prof. Donato Inverso che analizzando sia il legno della statua che effettuando numerose foto a raggi X. Nessuna manipolazione è stata effettuata. Nel tempo la lacrimazione di una statua di un Santo, già di per se decisamente strano se si pensa che negli anni si è spesso assistito a notizie di lacrimazioni di immagini della madonna ma ami di un Santo, ha raccolto anche numerose tesi per dare una spiegazione all’evento senza però riuscire mai a raggiungere un’accreditata ipotesi. Sta di fatto, ed è da evidenziare, che tra le numerose statue presenti all’interno del museo l’unica ad aver mostrato nei giorni del 12 e 13 giugno 2010 la fuoriuscita del liquido, così come nei giorni e negli anni successi, è stata l’immagine di Sant’Antonio di Padova. Da quel giugno 2010, si sono registrati anche eventi di grazie ricevuto da chi si è recato a pregare ai piedi della statua di Sant’Antonio piangente a Polla: una bambina affetta da leucemia la cui guarigione improvvisa e inattesa è risultata inspiegabile anche ai medici; una gravidanza ritenuta scientificamente impossibile che è stata portata a termine con regolarità da una donna di Caserta; altre due donne, una di Monte San Giacomo e una di Roma guarite dopo essersi recate a pregare ai piedi di Sant’Antonio. Il panno con cui è stato asciugato il liquido sgorgante è custodito in una teca di vetro e acciaio sigillata 

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