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    Punti Nascita, dal CPN no alla deroga: la Regione obbedisce. Ultimi tentativi da Polla e Sapri

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    Il Comitato Percorso Nascita nazionale esprime parere sfavorevole alla deroga per i punti nascita di Piedimonte Matese, Polla e Sapri e, la Regione Campania prende atto della decisione e dispone la disattivazione degli stessi punti nascita con decorrenza 1 gennaio 2019.

    Queste le parole del decreto del Commissario ad Acta n. 87 del 5 novembre 2018 pubblicato sul BURC della Regione che chiude i punti nascita del Golfo di Policastro e Vallo di Diano. Due intere aree lasciate scoperte e che potrebbero decidere di puntare su servizi fuori regione piuttosto che rivolgersi in Campania con deciso aumento della migrazione sanitaria. Insomma nel Vallo di Diano e Golfo di Policastro non si deve nascere rendendo inutile il discorso di lotta allo spopolamento.

    La chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri è anche abbandono di due territori che hanno dovuto subire decisioni dall’alto. Poche e lievi energie sono state consumate per il tribunale. E mentre si assiste alla fine del carcere, bisogna fare i conti anche con le chiusure dei due punti nascita. Un flebile segnale di lotta esiste ancora. È previsto per domani, un incontro per discutere proprio della questione.

    A Sapri il primo cittadino Antonio Gentile attacca il Governo Conte, per la decisione dei membri del Comitato Percorso Nascite nazionale nominati nel 2014 dall’allora ministro Beatrice Lorenzin, annunciando che si continuerà a lottare fino alla fine al fianco della Regione per ottenere la deroga come sede disagiata. Il sindaco Gentile, in qualità di ente capofila del distretto 71 ha organizzato per domani, 14 novembre un incontro presso l’auditorium comunale alle ore 15,00. All’incontro, oltre alla partecipazione del Sindaco di Maratea, è prevista al presenza del Consigliere regionale delegato dal Governatore De Luca Franco Picarone.

    Nel Vallo di Diano si punta ad evidenziare il ruolo e i risultati che il punto nascita di Polla ha registrato negli ultimi anni. Ad oggi l’ospedale di Polla fa registrare 280 nascite nel 2018. Negli ultimi 3 anni ai numeri che superano i 300 nati si aggiunge una intensissima attività ostetrica-ginecologica con gran parte delle prestazioni ambulatoriali che riguardano Ostetricia. Bisognerebbe inoltre spiegare meglio, a chi assume le decisione, che nel Vallo di Diano e Golfo di Policastro per le future mamme, può essere più agevole raggiungere l’ospedale di Lagonegro piuttosto che Vallo della Lucania o Salerno.

    Si tratta quindi di un provvedimento che, contrariamente a quanto da tempo annunciato dal presidente della Regione Campania, andrà sicuramente a favorire la migrazione sanitaria che non porterà ad un risparmio ma ad un ulteriore aggravio della spesa sanitaria. La lotta comunque continua ma è necessario intervenire in maniera decisa. Le deroghe potrebbero non essere sempre sufficienti

    Anna Maria CAVA

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