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mercoledì, 7 Dicembre, 2022
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    Punti Nascita Polla e Sapri, il Ministero della Salute alza le mani: la Regioni presenti una rimodulazione del piano

    io sono nato polla

    Si è concluso l’incontro con il Ministero della Salute per la questione Punti Nascita con notizie che vedono la vicenda dipendente dalla Regione Campania.

    Pietro Miraldi, portavoce del Movimento 5 Stelle che ha reso noto l’esito dell’Incontro. Secondo quanto comunicato pare che il Minsitro ha chiarito come la decisione è scaturita da quanto riportato dalla Regione Campania.

    Il Ministero quindi, per poter intervenire sui punti nascita ha bisogno della rimodulazione che dovrà effettuare la Regione Campania. Altrimenti le autorità ministeriali non possono far altro che attenersi a quanto riportato nel DM 70 che prevede la chiusura dei Punti Nascita con meno di 500 nati all’anno e che distano da un altro ospedale con punto nascita meno di 60 minuti.

    Nonostante le osservazioni presentate  referenti tra cui anche Valeria Ciarambino consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e Cosimo Adelizzi parlamentare pentastellato, dal Ministero hanno fatto sapere che, per ottenere la deroga per i due punti nascita è necessaria una rimodulazione del Piano Ospedaliero da parte della Regione Campania e del Presidente Vincenzo De Luca.

     

    Anche il Senatore Francesco Castiello è intervenuto in merito all’incontro avuto questa mattina presso il Ministero della Salute. “De Luca – spiega Castiello – non si rende conto del male che sta facendo alla sanità campana”.

    Nel commentare l’esito della riunione presso il Ministero della Salute, Francesco Castiello ricorda come la gestione della Sanità è nelle mani prevalentemente degli enti regionali.

    In tal senso ricorda anche come il Governatore della Regione Campania, anche nella sua veste di commissario ad Acta per la Sanità, così come ha potuto emettere il decreto di chiusura, ha il potere per emettere una sospensiva dello stesso decreto.

    “La sospensiva – speiga Castiello – può avere una durata massima di 18 mesi, pertanto ci sarebbero anche i tempi e le condizioni per poter intervenire al fine di realizzare opere per il potenziamento dei punti nascita”  

    Anna Maria CAVA

     

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