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lunedì, 23 Maggio, 2022
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    Punti nascita, Cisl contro De Luca: “Meno inaugurazioni, potenziare servizi esistenti”

    Punti nascita degli ospedali Curto di Polla e Dell’Immacolata di Sapri a rischio chiusura, come annunciato dal Governatore De Luca in seguito a quelle che sono lle intenzioni del Governo. Una discussione che sta andando avanti da anni quando furono imposti limiti per il mantenimento dei punti nascita, chiudendo le unità che non raggiungevano i 500 parti all’anno.

    Dichiarazione che hanno spinto Pietro Antonaccio Capo Dipartimento Sanità Pubblica e Privata della CISL Funzione Pubblica Salerno, a replicare al presidente criticando l’operato della Regione e invitandolo a dedicarsi meno ad inaugurazioni di nuove strutture sanitarie che necessitano di personale sanitario adeguatamente formato ma non assunto e, che pertanto potrebbero difficilmente funzionare, invitandolo a dedicarsi di più a potenziare strutture e servizi esistenti. Antonacchio, con una nota stampa, evidenzia come, il rischio chiusura punti nascita, non possa essere riferito solo a Polla e Sapri ma anche Vallo della Lucania, dato che, per tutti e tre i presidi, non si raggiunge il numero necessario di parti per garantire il mantenimento.

    “Forse – scrive il referente della CISL – sarebbe opportuno che il nostro presidente la smetta di inaugurare strutture all’avanguardia che per funzionare hanno bisogno di personale qualificato che le aziende sanitarie non assumono”. Nella nota viene evidenziato come, le Unità operative di ostetricia e ginecologia a rischio chiusura, sono sottorganico di ostetriche e di ginecologi. “Se qualche sindaco pensa che tale aspetto sia residuale e amplificato per qualche campagna elettorale di prossimità, mostra come è totalmente poco informato sullo stato del comparto sanitario del suo territorio”. Pietro Antonacchio invita ad avviare un serio confronto in merito alla determinazione del fabbisogni di personale per garantire i livelli essenziali di assistenza sul territorio.

    “Purtroppo – dichiara – l’assenza di programmazione e una politica disattenta ai bisogni delle comunità di riferimento sta decretando un forte decadimento del sistema sanitario salernitano che mina gravemente il diritto alla salute delle comunità di riferimento. Meno inaugurazioni e più servizi potenziando quelli che abbiamo con uomini e mezzi”. Nella nota viene evidenziato come, da molte strutture sanitarie arrivino richieste di potenziamento del personale mentre, invece, le asl salernitane parlano di esuberi che, a parere della CISL, metterebbero anche a rischio i rinnovi contrattuali.

    “Lo stato della sanità salernitana – scrive Pietro Antonacchio – è sotto gli occhi di tutti. Molte sono le responsabilità di governo. Troppe quelle dell’attuale gestione regionale se continua a non potenziare gli organici, a non dare risposte ai lavoratori precari, a far pagare le prestazioni ai cittadini già dalla prima settimana di ogni mese, non finanziando adeguatamente il settore a partire dalle esigenze della popolazione, a non risolvere il problema delle interminabili liste di attesa, a non evitare la migrazione sanitaria verso altre regioni, a non garantire il diritto costituzionale alla salute prodomo per una definitiva privatizzazione di tutto il comparto”.

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