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sabato, 1 Ottobre, 2022
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    Punto Nascite Polla, ieri l’incontro con i rappresentanti della Regione

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    Tra una decina di giorni si potrà sapere se il Punto nascita di Polla avrà una deroga alla chiusura oppure no, anche se, dai referenti della Regione Campania, l’On. Franco Picarone e l’assessore al turismo Corrado Matera, è stato garantito il massimo impegno spiegando che saranno presentate nuove e più incisive argomentazioni a sostegno della richiesta di deroga. Per l’assessore Matera il punto nascita di Polla come del resto il servizio sanitario nel suo complesso sono parte integrante e fondamentale del progetto di sviluppo delle aree interne per evitare lo spopolamento.

    Parte quindi il conto alla rovescia. Intanto ieri sera non sono mancate le proteste. In più occasioni, infatti, il sindaco di Polla Rocco Giuliano, moderatore del convegno ha sottolineato che non era possibile concedere la parola a tutti visto il poco tempo a disposizione e la massiccia presenza di amministratori. E così è mancata la possibilità dio intervenire al sindaco di Montesano Giuseppe Rinaldi che voleva proporre il ricorso al TAR. Idea in valutazione anche per il punto nascita di Sapri con mandato esplorativo affidato al sindaco Antonio Gentile per valutare l’ipotesi.

    Tra gli interventi quello della Consulta delle Donne Amministratrici con portavoce il presidente Gaetana Esposito che ha letto il documento redatto dalla Consulta. Un documento in cui venivano poste diverse domande. Le amministratrici hanno ribadita l’incongruenza tra il progetto di Strategia Aree Interne e la volontà di chiudere il punto nascita. Inoltre “si sono chieste” se una tale scelta non producesse un aggravio della spesa sanitaria visto il concreto rischio di un ricorso a strutture della Basilicata. Ma è un punto in particolare, dell’intervento della Consulta delle Donne a far riflettere. Le amministratrici presentano i dati dei nati nell’ultimo anno. A fronte dei 656 nati nei comuni a 30 km di distanza da Polla soltanto 345 sono i nati al Curto, segno evidente che la migrazione sanitaria è già in atto, pertanto, per far registrare i 500 nati minimo, sarebbe il caso, secondo la Consulta, puntare su un potenziamento del servizio e non sulla chiusura. “L’obiettivo – hanno sottolineato – deve essere la deroga definitiva del provvedimento. II nostro punto nascita ha le carte in regola per essere competitivo ed efficiente e non può e non deve essere chiuso”

    Anna Maria CAVA

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