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martedì, 24 Maggio, 2022
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    Rapporto SVIMEZ, deboli segnali di ripresa. Preoccupa il divario tra Centro-Nord e Sud Italia

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    E’ stato presentato ieri alla Camera dei Deputati  l’atteso rapporto della Svimez sullo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. Un rapporto che parla di un paese ancora più diviso del passato e sempre più diseguale. I dati della svimez erano particolarmente attesi l’allarmante risultato presentato nell’anticipazione dello scorso luglio. Nella presentazione di ieri è stato sottolineato come per il mezzogiorno d’Italia servono azioni più forti per cercare finalmente di ridurre il gap della convergenza. Una ipotesi che però sembra non andare di pari passo con le opinioni della politica. Dopo la presentazione, l’on. Mara Carfagna, tramite internet, aveva già anticipato il commento entusiasta del premier in virtù di quel positivo dato generale del crescita del PIL. Va ricordato che il rapporto SVIMEZ, viene annualmente elaborato per presentare i dati relativi alle regioni del sud Italia, cioè alle regioni cosiddette di convergenza, quelle che hanno maggiore necessità di crescita e sviluppo per raggiungere gli standard generali del paese e poter quindi parlare di sviluppo globale. Il premieri commenta entusiasta infatti i dati che parlano di un positivo Prodotto Interno Lordo con un ridottissimo calo di -0,2% per il Paese, nel Mezzogiorno resta invece un dato negativo anche se non come quello registrato negli anni precedenti attestandosi con un triste -1,3%. Nel rapporto della Svimez si legge “Se nel complesso l’economia italiana sta uscendo, pur con lentezza, dalla crisi più lunga del dopoguerra, il Mezzogiorno ancora non vede segni significativi di ripresa. La crisi per il meridione continua ed è palpabile. Un Sud che è stato danneggiato fortemente da una pesantissima crisi economica con un depauperamento delle risorse. Il calo degli investimenti poi, – si legge – avrebbe contribuito a peggiorare lo stato economico del sud del paese non essendo stata rinnovata la capacità industriale con conseguente riduzione della competitività”. L’Italia, inoltre, si mostra nuovamente al di sotto dei dati europei andando a piazzarsi ancora una volta ultima tra i grandi paesi dell’Area Euro con un segno meno in fatto di crescita rispetto agli altri paesi che invece fanno registrare una crescita del +0,8% l’Italia continua a presentare il segno negativo con un -0,4%. Certo i dati sono comunque in crescita, seppur lenta, ma il mezzogiorno d’Italia continua a presentare dati che non alimentano grandi speranze di ripresa. La SVIMEZ, parla infatti anche dell’occupazione nel meridione e non presenta certo dati positivi per ciò che riguarda l’occupazione femminile e giovanile che rispetto al resto d’Italia resta comunque decisamente bassa. Se a ciò aggiungiamo che i dati appena presentati si riferiscono ad un periodo in cui per il sud Italia era attiva la misura dei fondi per l’autoimpiego, considerato che dallo scorso agosto tale misura è sospesa senza la volontà da parte del governo di un rifinanziamento, è chiaro che permangono seri dubbi sulla effettiva positività dei dati del Rapporto SVIMEZ e sull’entusiastico commento del Premier “L’Italia è ripartita, è tornata la fiducia”. “Serve – hanno sottolineato a margine della presentazione gli esponenti della SVIMEZ – una politica attiva di sviluppo centrata sul Mezzogiorno nell’ambito di una “logica di sistema” e di un’azione strutturale di medio-lungo periodo, che sappia coordinare politiche aggiuntive di coesione con rinnovate azioni di politica ordinaria. E’ necessaria – conclude – una ripresa del processo di industrializzazione del Sud quale elemento catalizzatore della crescita e il ripristino del ruolo degli investimenti pubblici”.

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